Missdove wrote:L'ansia, sofferenza delle persone si sfoga in mille modi. Ognuno di noi ha qualche angolo vuoto che crea angoscia in fondo all'anima. Chi cerca di supplire mangiando, chi non mangiando. Chi si ingozza fino a scoppiare e poi vomita tutto. C' è chi compra in modo compulsivo, chi tiene la casa in modo maniacale. Ci sono quelli che bevono, fumano, sniffano e si drogano. E non parliamo di quelle sessuali. Ognuno a suo modo si fa del male, cercando di farsi del bene. Chi più chi meno.
Chi è senza una sofferenza che lo ha segnato, cambiato, turbato profondamente.. scagli la prima pietra mi viene da dire.
L'obesità si vede e istintivamente si associa alla negligenza ( chi non si cura di se stesso, difficile si curerà degli altri). E' riconoscibile, ma è altrettanto pericolosa di tutta una serie di situazioni che ho descritto sopra.
Un giorno forse, troveremo modo di esternare i nostri dolori in altro modo, forse.
Per adesso ognun fa come riesce..
esatto missdove hai centrato in pieno, ci sono tante compulsioni
nene70 wrote:
pero' a volte c'è chi davvero vive bene con se stesso, anche se oggettivamente troppo grasso..
e questo è male, perchè l'obesità e sovrappeso sono ormai universalmente riconosciuti come fattori di rischio di molte malattie croniche: malattie cardiovascolari, diabete tipo 2, patologie osteoarticolari, ipertensione, ipercolesterolemia, apnea notturna e problemi respiratori, aumento dei rischi operatori, aumento delle possibili complicanze in gravidanza... Poi tutte le patologie legate alla sedentarietà (ci saranno anche obesi attivi, ma la max parte è sedentario)...
nene70 wrote:
ma c'è un'obesità peggiore,quella dell'anima, quella che ti fa vedere più grassa e brutta di quello che sei, quello che ti fa alzare di notte per mangiare, che nn ti fa pesare più perchè sai che l'ago andrebbe dove mai vorresti vederlo,che ti fa mettere due dita in gola,mentre vomiti in silezio, che ti fa ridere di fuori,mentre muori dentro..
quella è l'obesità da cui una dieta nn salva...
"il male di se" che si traduca in obesità, in anoressia, bulimia, o in qualsiasi eccesso (quelli di cui parlava anche missdove), comincia sempre dall'anima, dalla disistima di se, per questo dicevo che l'approccio per uscirne deve sempre essere multidisciplinare...
nene70 wrote:ba', potrei scrivere un libro su quanti nomi possono dare a una donna grassa..e quante simpaticissime frasi..
si fa prima a passare sopra che girare intorno..
meglio vestirla che sfamarla..
la fantasia umana nn ha limiti, soprattutto quando si tratta di prendere per i fondelli i più deboli.
il problema è come questo puo' influenzare una persona..
ci sono quelle che pur patendone sul minuto,alzano le spalle e se ne vanno per la loro strada..altre che invece è come una coltellata e nn fanno altro che peggiorare la situazione,facendosi ancora più del male..
io credo che la condizione di magrezza normale,coincida con una salute migliore.
ma soffrire del fatto di nn esserlo è triste.
lo specchio è un'arma terribile..per me lo è sempre stata..
sono sempre stata robusta,ma mi sono sempre vista più grassa di quello che sono.
a guardare foto di quando avevo vent'anni,vedo una donna che si, ha chili di troppo,ma nn così tanti come all'epoca sentivo di avere.
abbiamo una percezione errata di noi e quello che occupa il nostro corpo..e dovremmo amarci di più,per arrivare ad accettarci e a ridurre quello spazio mentale che vogliamo occupare.
chi vive bene con se stesso, anche se ha un disturbo grave del comportamento alimentare, credo che abbia anche un'errata percezione di se... io ce l'ho avuta per molto tempo: ero obesa, ma facevo finta che non fosse vero e spesso ci riuscivo... poi ogni tanto i nodi arrivavano al pettine e allora erano dolori...
*Ale* wrote:Idem.
Ma mi rendo conto di dover lavorare su me stessa psicologicamente per poter intraprendere un percorso serio e solido.
Non so se qualcuna ha esperienza...ma secondo voi potrebbe essere d'aiuto andare in terapia, prima della palestra e della dieta?
Perchè so di avere dei problemi col cibo e lo vedo come consolazione/frustrazione...ma è evidente che da sola non riesco a spezzare il circolo vizioso e ragionandoci a freddo temo che se anche mi mettessi di buzzo buono con dieta&palestra, poi magari non sarei capace di mantenere gli impegni, essendo le problematiche emotive sempre presenti ed irrisolte.
E questa convinzione non mi aiuta, non mi incentiva.
Che dite, è un ragionamento sbagliato?
PS: mettiamoci poi che economicamente non posso fare tutto assieme...come tempistiche poi ancor peggio...ma una cosa alla volta sarebbe più fattibile...o no?
è vero Ale una psicoterapia è utilissima, ci sono in molte asl centri per la cura dei disturbi del comportamento alimentare, come dicevo prima ci vuole un approccio multidisciplinare... rivolgendosi alle asl non dovrebbe essere nemmeno tanto oneroso...
intanto è importante riconoscere di avere un problema, riconoscere che non si è in grado di affrontarlo da soli (poi a chi ci riesce tanto di cappello), essere determinati a risolverlo e rivolgersi a qualcuno che ci fornisca un aiuto...
qualsiasi strada si intraprenda è un percorso lungo e difficile sia dal punto di vista fisico che psicologico...