claudia wrote:Be' Paola. le punzioni corporali a scuola mica tanto, io non ho assolutamente memoria di ciò.
Ho memoria di cinghiate, battipanni sulla schiena, sberle, cucchiarelle di legno (a me solo le ultime due fino alla mia ribellione armata a 10 anni)
Per le spose bambine dobbiamo andare molto più indietro nel tempo, almeno di 20 anni mentre il lavoro minorile quello si e pure molto frequente, c'erano i garzoni di bottega alla mercè dei "padroni", era considerato normale mandare i figli appena finita la scuola media o le elementari a bottega o a fare le servette.
Pensa che io sono del '71 e mi ricordo benissimo che c'era una maestra che dava sberle a scuola ed era NORMALE averne paura, nessun genitore s'è mai permesso di andare a sindacare le sue sberle.
Per il lavoro minorile la generazione degli anni '40 ha spesso solo le elementari, chi la terza chi la quinta dopo di che si andava al lavoro e basta.
Le spose
bambine sono ancora attuali ad esempio nei sinti o nei rom, pur essendo del tutto italiani.
Pensa che fino al 1959 non c'era nemmeno una dichiarazione dei diritti dei bambini, i bambini NON avevano diritti in quanto tali ma avevano gli stessi diritti degli adulti, succedeva ancora, fino al '59 che un bambino potesse essere dato da crescere (senza adozione o affido) ad un'altra famiglia, così, per accordo fra i genitori. Poteva essere picchiato e se non sporgeva denuncia (IL BAMBINO) non era considerata violenza.
Quindi non è così remota la cosa, fortunatamente le cose vanno cambiando e io mi auguro che quando i miei figli saranno genitori viga la denuncia PENALE anche per un solo sculaccione, che non sarà più NORMALE che scappi la sberla e che il genitore si sappia trattenere esattamente come fa con il coniuge, perché fosse per me, per quello che mi viene in mente, io a mio marito qualche calcio nel culo mese sì e mese no glielo darei! (e ad altri adulti, naturalmente ahhaha)