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Posted: Thu Dec 01, 2011 1:17 pm
by veruz
mi ripeto ma credo che faccia molto la differenza se parliamo da genitori di bambini più piccoli o più grandi.
Nella mia esperienza non c è stato niente di peggio che perdere tempo a lavoro finchè lo sono, ma gia com giovanni sento come desiderabile una dimensione diversa, quella mezza giornata in cui uscire e ritagliarsispazi da sperimentare oltre la coppia mamma bambino. Ma per me detto esser uno spazio /tempo che ci consenta di tornare a casa con un po di energia e tempo,
sono d accordo con Teresa. Infatti , se oggi posso immaginare di dar riemergere qualche desiderio di ambizione lavorativa, fino a ieri, questo era per me semplicemente una lacerazione inaccettabile. Non vissuti come una mia fragilità o simbiosi etc bensì come il naturale sentimento che accompagnava un esigenza altrettanta naturale e sana

Posted: Thu Dec 01, 2011 1:26 pm
by Teresa
madda77 wrote:Teresa, quello che hai scritto lo condivido, tutto.
E per assurdo stiamo dicendo un pò tutte la STESSA COSA. :ola:
Ma il punto, credo, non è fustigarci o colpevolizzarci per aver scelto (o essere state obbligate a scegliere) di lavorare, perchè anch'io penso che da quel punto di vista non ci si debba sentire in colpa.
Ma è convincerci (o voler convincere) che sia la scelta migliore possibile perchè QUEL che conta è solo la qualità del tempo che si passa con i propri figli
Ed io di mamme che lo sostengono con convinzione ne conosco almeno un paio.
No, non diciamo la stessa cosa, semplicemente perché chi lavora per necessita merita un rispetto diverso.

Non riesco a metterlo sullo stesso piano mio.
Meritano un rispetto sacro, sono mamma di serie A.
Hanno bisogno di lavorare per vivere. Se queste donne sono convinte che la qualità la faccia da padrone, che ben venga.

Posted: Thu Dec 01, 2011 2:12 pm
by marte71
Teresa wrote:No, non diciamo la stessa cosa, semplicemente perché chi lavora per necessita merita un rispetto diverso.

Non riesco a metterlo sullo stesso piano mio.
Meritano un rispetto sacro, sono mamma di serie A.
Hanno bisogno di lavorare per vivere. Se queste donne sono convinte che la qualità la faccia da padrone, che ben venga.
quoto.
per me la cosa importante è non crocefiggersi.
in nessun caso, ma mai e poi mai se è la necessità a spingere a questa scelta.

poi ovvio che se potessimo, tutte vorremmo giornate di 30 ore minimo, in cui poter fare tutto senza stress e senza rinunciare a nulla, in primis i figli.
ma questa è utopia purtroppo.