La sollevazione c'è stata, ma purtroppo si è ritorta contro, perchè sollevare questi problemi in una realtà come Bologna, significa essere tacciati di razzismo, anzi, di essere fascisti. Si sollevano associazioni e comitati di dubbia provenienza politica e sociali, collettivi studenteschi universitari, per darti addosso e dirti che tu non capisci come sia bello vivere in un paese multiculturale, che tu non apprezzi le diversità, che tu (cito) "vuoi ripristinare i campi di concentramento per gli stranieri! Tutto questo quando il problema reale è: ma che livello di istruzioni avranno quei 26 bambini?micmar wrote:1. dare fondi alle scuole pubbliche.Julia235 wrote:Vi faccio un esempio, vero, e voi mi dite come vi sareste comportate al posto di questa mamma (mia amica, tacciata di essere una razzista):
prima elementare, 26 bambini, 6 italiani, poi ci sono bambini cinesi, maghrebini, marocchini, rumeni, tunisini, congolesi, albanesi. Di questi bimbi solo 3 avevano fatto la scuola materna, gli altri non sapevano una parola di italiano, non erano scolarizzati.
Due maestre, senza mediatore culturale, senza alcun altro sostegno. A gennaio avevano fatto le vocali. in classe continui scontri tra i bambini, numerose fughe, genitori assenti completamente.
Alla fine la mia amica l'ha ritirata e ha cambiato scuola (non classe perchè anche l'altra era messa così)
Qui non si parla di integrazione mancante o meno, di quanto sia bella la multiculturalità, qui si parla di diritto alla studio per tutti, bambini italiani e non. In alcuni quartieri di Bologna è così.
Oggettivamente, voi cosa fareste? Quali sono le soluzioni?
la scuola di mio figlio non ha classi molto diverse per composizione ma qui i bambini stranieri frequentano tutti la materna, eppure la provenienza geografica è la stessa. l'istituto ha un insegnante che ha il distacco per gli stranieri e tutti (insegnanti e soprattutto genitori) si impegnano per riempire la scuola di progetti e risorse. purtroppo i tempi in cui la scuola pubblica era una priorità sono passati e chi non vuole farla morire deve rimboccarsi le maniche.
quello che tu racconti non è diverso da quello che raccontavano i torinesi dei quartieri operai negli anni Settanta ma mi pare che adesso il livello sia lo stesso.
credo che alla fine avrei cambiato scuola ma non prima di avere tentato tutto il possibile e di avere sollevato la terza guerra mondiale mediatica.
Purtroppo mancano le risorse, purtroppo mancano gli insegnanti (perchè insegnare italiano agli stranieri è ben diverso che fare la maestra di italiano), mancano i mediatori, e manca la collaborazione. organizzati laboratori al pomeriggio fatti con giochi e attività, non si presentava quasi nessuno di quei 20 bambini.



