Sono una ventenne alle prese con la prima figlia partorita a mio dispiacere col cesareo.appena mi portarono martina nella stanza d'ospedale subito l attaccai al mio seno impegnandomi al massimo armata di molta pazienza.la sensazione ke ho provato non si può descrivere:si,era doloroso all'inizio ma mi sentivo una sola cosa con mia figlia.ora la mia bimba ha quasi un mese.ci sono dei momenti in cui mangia e dorme,altri in cui sembra ke il mio latte non la sazi abbastanza e devo attaccarla più volte al seno e mi innervosisco di brutto.abbiamo già pensato(io e mio marito) al'eventualità ke debba avere l'aggiunta.devo essere sincera,questa cosa mi da fastidio xkè non mi fa sentire più la sua esclusiva fonte di nutrizione e mi dispiace xkè io vorrei farla stare bene in tutti i sensi.
Spesso ki non riesce ad allattare al seno si sente una cattiva madre ma purtroppo ci sono diversi fattori ke implicano alla scelta del biberon.l'importante è instaurare ugualmente un rapporto profondo con i figli in altri momenti ke non riguardano la pappa.vorrei ke queste mamme si facciano coraggio.
IL COINVOLGIMENTO EMOTIVO DELL'ALLATTAMENTO
Moderator: Paola
- Eva
- Utente Vip

- Posts: 545
- Joined: Tue Dec 19, 2006 5:03 pm
Le mie esperienze sono state belle e faticose.
Con Cecilia è stato tutto bello e facile: volevo allattare e l’ho fatto. Si è attaccata dopo 2 ore dalla nascita, allattavo a richiesta ma lei dai 42 giorni mangiava solo 5 volte al giorno e dormiva 10 ore per notte. Praticamente un sogno!
Ho avuto le ragadi ad un seno per il primo mese: allattavo Ceci solo da una parte e la tetta malata me la spremevo tutte le volte che finiva di mangiare. Così è guarita la tetta e il latte non se n’è andato.
L’ho allattata esclusivamente per 6 mesi, poi ho iniziato a toglierle una poppata ogni 20 gg più o meno. Le ho tolto la tetta del tutto a circa 9 mesi perché mordeva e io avevo male: questo è il mio limite, da quando erano spuntati i due dentini non mi piaceva metterle la tetta in bocca.
Poi sono rimasta incinta dei gemelli: col senno di poi, bisognava tenerlo segreto fino alla nascita, perché sono stata subissata da stronzate mega galattiche su parto, allattamento, vita, tutto.
Per farla breve, quando sono nati erano piccoli e me li hanno dati dopo circa 4 ore. Ho provato subito ma loro dormivano e non c’era pezza di svegliarli. Le infermiere del nido mi guardavano come se fossi un mostro. Alle 11 di sera ci ho riprovato: da sola, tranquilla, ho preso Andi che urlava come un pazzo e si è attaccato, ma ha ciucciato meno di 5 minuti e poi si è addormentato. Gabriele ha ciucciato ancora meno. Ma io ero serena.
Il giorno dopo ho iniziato alle 6 e loro ciucciavano 5 minuti poi dormivano mezzora e così via per i primi giorni.
Una volta a casa le cose hanno iniziato a migliorare, però io alternavo bimbo e tetta (una volta Andi ciucciava a dx e una volta a sx) e sbagliavo: il latte viene prodotto dalla suzione del bimbo per cui dovevo dare ad ogni bimbo una tetta. L’ho scoperto/capito che avevano un mese bollato (forse 2) e da lì è stato più facile: si riempivano di più e duravano più tempo tra una poppata e l’altra.
Le prime settimane Gabriele (era nato di 2,160kg e alle dimissioni era 2kg) cresceva molto poco rispetto al fratello nato già più grosso (2,550kg). E io non lo dicevo a nessuno, avevo paura che mi costringessero a dargli l’artificiale. Ma non mi sentivo snaturata o in difetto, avevo la consapevolezza che andava tutto bene. E avevo ragione, in una settimana (a ferragosto, eravamo al mare) ha raggiunto il fratello: che bel giorno!
Erano già allora così diversi. Andrea prendeva la tetta in maniera famelica, teneva gli occhi chiusi mentre ciucciava come un ossesso, sembrava non respirasse e in 10 minuti era sazio. Gabriele anche se stava urlando per la fame era più calmo a mangiare e mi fissava negli occhi, se io distoglievo lo sguardo smetteva di ciucciare. Qualche volta ho provato ad attaccarli insieme, finchè erano piccoli ce la facevo poi hanno iniziato a pesare troppo e con i ritmi così diversi non era un gran beneficio (se non quello di non sentir urlare nessuno per almeno 5 minuti).
A questa visione idilliaca, bisogna sovrapporre la foto delle loro costanti urla (x coliche?) di giorno e di notte. Ogni sera andavo sul terrazzo per fumarmi una sigaretta (ebbene sì, ho fumato mentre allattavo) con mio marito, e mentre io piangevo per la stanchezza lui mi diceva “Mari, se non ce la fai non c’è problema. Possiamo fare l’allattamento misto così ti aiuto di più” E io: “Vediamo com’è domani”. Il domani era uguale a ieri, ma io ho continuato ad allattarli. Sono cresciuti solo col mio latte fino a 6 mesi, e poi ho smesso il 22 febbraio (quasi 9 mesi) per lo stesso motivo del primo allattamento: i denti.
Avevo iniziato con Andi e ho finito con Lele, l’ultimo nato.
Per Ceci è stato tutto naturale e facile, con i ragazzi ho dovuto far leva sulla mia forza di volontà perché è stato faticoso, ma se tornassi indietro lo rifarei 100 volte.
Con Cecilia è stato tutto bello e facile: volevo allattare e l’ho fatto. Si è attaccata dopo 2 ore dalla nascita, allattavo a richiesta ma lei dai 42 giorni mangiava solo 5 volte al giorno e dormiva 10 ore per notte. Praticamente un sogno!
Ho avuto le ragadi ad un seno per il primo mese: allattavo Ceci solo da una parte e la tetta malata me la spremevo tutte le volte che finiva di mangiare. Così è guarita la tetta e il latte non se n’è andato.
L’ho allattata esclusivamente per 6 mesi, poi ho iniziato a toglierle una poppata ogni 20 gg più o meno. Le ho tolto la tetta del tutto a circa 9 mesi perché mordeva e io avevo male: questo è il mio limite, da quando erano spuntati i due dentini non mi piaceva metterle la tetta in bocca.
Poi sono rimasta incinta dei gemelli: col senno di poi, bisognava tenerlo segreto fino alla nascita, perché sono stata subissata da stronzate mega galattiche su parto, allattamento, vita, tutto.
Per farla breve, quando sono nati erano piccoli e me li hanno dati dopo circa 4 ore. Ho provato subito ma loro dormivano e non c’era pezza di svegliarli. Le infermiere del nido mi guardavano come se fossi un mostro. Alle 11 di sera ci ho riprovato: da sola, tranquilla, ho preso Andi che urlava come un pazzo e si è attaccato, ma ha ciucciato meno di 5 minuti e poi si è addormentato. Gabriele ha ciucciato ancora meno. Ma io ero serena.
Il giorno dopo ho iniziato alle 6 e loro ciucciavano 5 minuti poi dormivano mezzora e così via per i primi giorni.
Una volta a casa le cose hanno iniziato a migliorare, però io alternavo bimbo e tetta (una volta Andi ciucciava a dx e una volta a sx) e sbagliavo: il latte viene prodotto dalla suzione del bimbo per cui dovevo dare ad ogni bimbo una tetta. L’ho scoperto/capito che avevano un mese bollato (forse 2) e da lì è stato più facile: si riempivano di più e duravano più tempo tra una poppata e l’altra.
Le prime settimane Gabriele (era nato di 2,160kg e alle dimissioni era 2kg) cresceva molto poco rispetto al fratello nato già più grosso (2,550kg). E io non lo dicevo a nessuno, avevo paura che mi costringessero a dargli l’artificiale. Ma non mi sentivo snaturata o in difetto, avevo la consapevolezza che andava tutto bene. E avevo ragione, in una settimana (a ferragosto, eravamo al mare) ha raggiunto il fratello: che bel giorno!
Erano già allora così diversi. Andrea prendeva la tetta in maniera famelica, teneva gli occhi chiusi mentre ciucciava come un ossesso, sembrava non respirasse e in 10 minuti era sazio. Gabriele anche se stava urlando per la fame era più calmo a mangiare e mi fissava negli occhi, se io distoglievo lo sguardo smetteva di ciucciare. Qualche volta ho provato ad attaccarli insieme, finchè erano piccoli ce la facevo poi hanno iniziato a pesare troppo e con i ritmi così diversi non era un gran beneficio (se non quello di non sentir urlare nessuno per almeno 5 minuti).
A questa visione idilliaca, bisogna sovrapporre la foto delle loro costanti urla (x coliche?) di giorno e di notte. Ogni sera andavo sul terrazzo per fumarmi una sigaretta (ebbene sì, ho fumato mentre allattavo) con mio marito, e mentre io piangevo per la stanchezza lui mi diceva “Mari, se non ce la fai non c’è problema. Possiamo fare l’allattamento misto così ti aiuto di più” E io: “Vediamo com’è domani”. Il domani era uguale a ieri, ma io ho continuato ad allattarli. Sono cresciuti solo col mio latte fino a 6 mesi, e poi ho smesso il 22 febbraio (quasi 9 mesi) per lo stesso motivo del primo allattamento: i denti.
Avevo iniziato con Andi e ho finito con Lele, l’ultimo nato.
Per Ceci è stato tutto naturale e facile, con i ragazzi ho dovuto far leva sulla mia forza di volontà perché è stato faticoso, ma se tornassi indietro lo rifarei 100 volte.
Cecilia 24/03/2004
Andrea & Gabriele 01/06/2006
I giusti possono avere idee sbagliate, ma le azioni, quelle non le sbagliano mai.
Le persone non si rivelano né si giudicano da ciò che dicono, ma da ciò che fanno, perché le parole e le idee – anche le più belle - nascono dal cervello, i gesti dal cuore.
M. Gramellini
Andrea & Gabriele 01/06/2006
I giusti possono avere idee sbagliate, ma le azioni, quelle non le sbagliano mai.
Le persone non si rivelano né si giudicano da ciò che dicono, ma da ciò che fanno, perché le parole e le idee – anche le più belle - nascono dal cervello, i gesti dal cuore.
M. Gramellini
-
stefi87
la mia piccola ha un mese ed io la allatto solo al seno.ci sono stati dei momenti nei quali si voleva attaccare al seno ogni mezz'ora ed io ho iniziato pensare ke il mio latte non la sazi abbastanza.in più tutti mi dicevano che dovevo dare l'aggiunta...io invece insisto col seno almeno fino a 6 mesi.x me allattare è un momento che mi lega di più a mia figlia giorno dopo giorno...