come seguire i figli a scuola.

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

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Enza 52
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Post by Enza 52 »

Erin-75 wrote:rispondo dopo aver letto solo il tuo post

credo che la discussione in teoria sia una cosa, all'atto pratico sarà tutto diverso, magari te lo dirò a settembre.
In linea astratta ti direi che non sono per seguire passo passo i compiti dei figli, essere partecipe come genitore certamente sì, magari ascoltare la lezione di storia o di scienze se è il figlio stesso a richiederlo per averne conferma. Ma trovo giusto che imparino da soli a gestirsi le loro cose, i propri piaceri come anche i propri doveri, così come ho spinto molto perchè imparasse a giocare anche da solo a volte sopportando lagne e lacrime e sentendomi madre degenere che non vuole filarsi il figlio (cosa per altro non vera, avrei faticato di meno a giocare l'ennesima partita a memory o a fare l'ennesima battaglia con i gormiti).

Mia madre mi racconta (onestamente non mi ricordo, non ne ho proprio memoria ho sempre pensato di aver fatto tutto da sola) che in prima elementare per fare i compiti la volevo vicino. Non doveva fare assolutamente nulla, ne' aiutarmi ne' altro, semplicemente la volevo lì. Dopo poco ho tagliato anche quest'ultimo cordone e me la sono cavata sempre da sola, i miei si limitavano ad andare ai colloqui fissati con la maestra prima i professori poi. Compiuti i 18 anni ho messo in chiaro con i prof che ai colloqui sarei sempre stata presente anch'io, avevo l'età per essere incarcerata se avessi commesso un reato perchè non avrei dovuto sapere esattamente le cose che mi riguardavano e che riguardavano il mio futuro e soprattutto perchè i miei genitori dovevano giustificare una mia assenza a scuola? potevo farlo da sola (è stata una gran battaglia ma l'ho vinta). Mia madre non fece una piega, anche perchè a scuola me la sono sempre cavata alla grande.

Detto questo non credo che quello che è valso per me sia valido in assoluto, quindi vedremo come andrà da settembre in poi, cercherò di modellare le mie teorie alla pratica ma tenendo conto di daniele e non di come la penso solo in astratto


:clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
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A differenza del gioco degli scacchi, nella vita il gioco continua, dopo lo scacco matto.

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Post by Azur »

lavinia wrote:se avremo la fortuna, o la bravura, di far amare lo studio ai figli come lo abbiamo amato noi (pur coi problemi che tutti gli studenti hanno avuto, e abbiamo avuto anche noi, ma sempre con il senso del "dovere" di impegnarsi) bene
sennò...credo che spingerò per arrivare al diploma,anzi questo sicuramente, obbligherò a lavoretti estivi giusto perchè sappiano qual'e' l'alternativa, lascerò spazio a ripnesamenti tardivi se dopo 1 o 2 anni vogliono riprendere con l'università (soldi permettendo).
Ma spero che come spesso capita nella mia vita mi vada di culo e non diano crucci :lol:

quoto la linea generale,
ma sopratutto lo spero mi vada a fortuna :D
perché credo che in buona parte sia quello a fare la differenza.

Io ho sempre fatto da sola, ma ho sempre amato lo studio e la scuola,
quindi non c'era bisogno di seguirmi.
Mio fratello era svogliatissimo e distratto. Una frana a scuola fin dalla prima elementare. I miei lìhanno seguito passo passo, spronato, aiutato e spinto, e io li ho criticati fortemente e ripetutamente per questo. Ero sicura che stessero sbagliando tutto.
Spingi spingi è arrivato fino alla laurea, senza la quale non avrebbe potuto fare il lavoro che fa per cui ha una passione assoluta, come posso dire di forse quattro o cinque altre persone che conosco, non di più.
Quindi alla fine il risultato vale l'inferno che c'è stato prima.
Però, come si fa a saperlo prima?

Quindi credo che finché non ci si trova non si possa sapere.
Con Sara mi va facile, adora la scuola, è sveglia, i compiti li fa velocemente e senza problemi. Non ha bisogno di essere seguita, né vuole esserlo, al di là dell'interessamento generico.
Con Luchi so già che sarà un'altra storia,
e posso solo dire io speriamo che me la cavo, perché davvero non so prevedere come sarà...
Flavia

Post by Flavia »

Ah, bella domanda.
Io ho sempre studiato di mio, mi autogestivo sin dalle elementari.
Poi alle superiori facevo il classico ed il conservatorio insieme e oltre a starmi a sentire mentre mi accompagnavano ad una lezione o ad un'altra (se avevo un'interrogazione il giorno dopo ripassavo con mio padre) non avevano bisogno di far molto. Io ero militare in queste cose, mi facevo proprio le tabelle id marcia.
Ed è anche capitato un paio di volte che, non riuscendo a prepararmi abbia detto loro chiaramente "papà (o mamma) se domani vado a scuola rischio di avere un votaccio, preferirei evitare" e, visto che capitava poche volte, non ho m,ai avuto problemi.
Mai fatto sega (cioè una volta e l'ho pure detto prima a mamma, che sfigata)... insomma con me las cuola è stata 0 problemi (non la rifarei manco pagata ma l'ho passata tranquilla). NOn ero eccelsa perchè facevo lo stretto necessario ma mai avuto drammi.

Mio marito un'altra storia. Il padre lo faceva studiare cdandogli le botte con le cucchiarelle (!!!!!!) perchè lui non studiava. E' arrivato a crearsi gli amici immaginari! MAi letto un libro per ragazzi, mai fatto qualcosa di culturale divertendosi... lo studio era per quest'uomo un percorso che doveva portarti a trovare un buon lavoro... du palle!
La madre è di cultura non eccelsa (aveva la terza media) e quindi ... vabbè una tragedia.

Io ovviamente cercherò di applicare il metodo che hanno usato con me, cercherò di fargli piacere lo studio perchè sono proprio convinta che sia anche il modo in cui tu avvicini il bambino allo studio che poi lo segnerà per il resto della vita. Ce lo devi far appassionare!
E se vedo una cucchiarella in mano a mio marito giuro che prima che tocchi Massimo, la spezzo sulla sua schiena!
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