madda77 wrote:.......
Il problema vero è che nessuno parla, nè tantomeno ti prepara, a TUTTO IL RESTO, nonostante sia parte indefettibile di quella stessa medesima esperienza celestiale

E non parlo solo della pubblicità, dell'immagine pubblica dominante di una donna in attesa e di una puerpera, dei corsi pre-parto, delle innumerevoli riviste dedicate......ma persino delle nostre stesse madri!
Nessuno osa dire o confessare sino in fondo quanto sia anche duro, faticoso, emotivamente destabilizzante, psicologicamente altalenante ed assolutamente rivoluzionario diventare madri di un piccolo frugoletto!
Nessuno ripete abbastanza che provare anche sentimenti di frustrazione, inadeguatezza, desiderio di evasione, cedimenti emotivi SIANO ASSOLUTAMENTE NELLA NORMA!
Che appena tornati a casa dall'ospedale non si è subito in paradiso e non sempre 24 ore su 24......che la fase di assestamento può avere tempi anche piuttosto lunghi.....che il perduto innamoramento per il proprio cucciolo può non essere così immediato....che il legame con il proprio bambino si costruirà solo piano piano e si solidificherà nel tempo.....e che mamme non si nasce ma si diventa, e si impara ad esserlo con conquiste quotidiane, a volte anche faticose...con qualche pianto, qualche capocciata al muro e perchè no....anche qualche "sclerata"!
FA PARTE TUTTO DEL PACCHETTO....ma finchè non lo si comprende e non lo si accetta culturalmente, le neomamme continueranno a tenere per loro certi sentimenti, a viverli con vergogna e inadeguatezza, a sentirsi "diverse" o "anormali", sino a soffocare anche il "bello" dell'essere madri, a non riuscire più a riconoscerlo e sprofondare in un vortice di sensi di colpa!
Io non sono arrivata a tanto e, per fortuna, non mi ci sono neanche avvicinata, ma come dice il libro "so di cosa si tratta" perchè ne ho visto in nuce l'origine.
Ho già scritto in altro post i sensi di colpa e di inadeguatezza che hanno accompagnato il mio inizio maternità per non essere stata "pervasa" immediatamente, ovvero non appena avevo guardato negli occhi il mio bambino appena nato, da quell'amore infinito di cui tutti, mia mamma in primis, mi avevano insistentemente parlato.
Nessuno mi aveva detto che quell'amore l'avrei riconosciuto strada facendo, e che dovevo darmi solo tempo.
Mi sentivo in colpa perchè provavo quasi un senso di sollievo quando, a poche settimane dal parto, uscivo qualche ora di casa lasciando il piccolo con qualcun'altro.
Nessuno mi aveva detto che era normale avere il desiderio di "prendere respiro", ma solo che una mamma non poteva riuscire neppure ad immaginare di staccarsi dal proprio piccolo per un istante e affidarlo alle cure di qualcun altro senza sentirsi le viscere in subbuglio!
Quante cose non vengono dette.
E quanti tabù ancora da sconfiggere.
Scusate lo sproloquio, ma davvero tanto ancora si può e deve fare!