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Posted: Sat Jan 15, 2011 1:57 pm
by Giada88
Paola M. wrote:Guarda che vengono discriminati anche i bambini adottati se si avverte palesamente la diversità (per il colore della pelle) e allora che facciamo? Per paura che questo bambino cresca discriminato lo lasciamo lì dov'è?

Oppure vietiamo agli handicappati di avere figli perché il bambini verrà discriminato?

I bambini figli di omosessuali, come ha detto ALLIBITA, già esistono, non stiamo parlando di alieni, e non ci crederete ma sono anche FELICI. Anni fa qui si era iscritta una mamma omosessuale con figli ormai grandicelli e ci parlava di NON problematiche diverse di quelle che avevano gli altri figli di etero ma che venivano discriminati per altre cose.

Il diverso da sé fa sempre paura, che sia esso nero, gay, handicappato disoccupato o benestante.
No Paola, non sto dicendo che bisogna lasciarlo lì dov'è.
Proprio il fraintendimento di cui avevo paura...
Il diverso fa paura ma è proprio il concetto di dierso non dave esistere.
Tu sei diversa da me, ma non ti temo, come tu non temi me...
Capisci cosa intendo?
Il concetto di normalità è da riscrivere completamente.
Il diverso con accezzione negativa deve essere cancellato.
Ma in quanti veramente sono disposti a farlo?

Posted: Sat Jan 15, 2011 2:07 pm
by Paola
Giada88 wrote:No Paola, non sto dicendo che bisogna lasciarlo lì dov'è.
Proprio il fraintendimento di cui avevo paura...
Il diverso fa paura ma è proprio il concetto di dierso non dave esistere.
Tu sei diversa da me, ma non ti temo, come tu non temi me...
Capisci cosa intendo?
Il concetto di normalità è da riscrivere completamente.
Il diverso con accezzione negativa deve essere cancellato.
Ma in quanti veramente sono disposti a farlo?
Ma non mi pongo nemmeno il problema, io intanto non discrimino.
Purtroppo anche i bambini vivono sulla pelle l'ignoranza altrui, se ci si fosse fermati a 20 anni fa, alla paura che i bambini venissero discriminati, nessun extracomunitario in Italia avrebbe dovuto fare figli, avrebbe dovuto pensare che NON era giusto mettere al mondo figli in un paese razzista, perché i SUOI figli avrebbero pagato la sua battaglia sociale e il suo egoismo del voler essere genitore.

Però, visto che loro non si sono fermati e hanno procreato, oggi abbiamo uan società multietnica, gli ignoranti discriminatori resistono, i bambini continuano a soffrirne, ma intanto si EVOLVE CULTURALMENTE, che se ci fermiamo per paura degli altri siamo finiti.

Come dice Azur, un genitore deve essere CONSAPEVOLE che la sua diversità (più o meno manifesta), rispetto alla massa, potrebbe divenire fonte di dolore per suo figlio, e dotare se stesso e suo figlio di strumenti necessari per affrontare a testa alta il resto del mondo.

Nella classe di mio figlio, solo io e una mia amica non facciamo fare catechismo ai bambini, non vanno a messa e non avranno la prima comunione e il venerdì escono prima da scuola, in un paese profondamente radicalmente cattolico, avrei dovuto rinunciare a fare figli? Avrei dovuto mandare lo stesso mio figlio facendogli credere che anch'io sono cattolica? Per ora non ne soffre (a dispetto di TUTTI che mi dicevano che se ne sarebbe vergognato e avrebbe vissuto malissimo la cosa), se ne soffrirà sarò la prima a rivedere le mie posizioni.

Posted: Sat Jan 15, 2011 2:19 pm
by France
Paola M. wrote:Ma non mi pongo nemmeno il problema, io intanto non discrimino.
Purtroppo anche i bambini vivono sulla pelle l'ignoranza altrui, se ci si fosse fermati a 20 anni fa, alla paura che i bambini venissero discriminati, nessun extracomunitario in Italia avrebbe dovuto fare figli, avrebbe dovuto pensare che NON era giusto mettere al mondo figli in un paese razzista, perché i SUOI figli avrebbero pagato la sua battaglia sociale e il suo egoismo del voler essere genitore.

Però, visto che loro non si sono fermati e hanno procreato, oggi abbiamo uan società multietnica, gli ignoranti discriminatori resistono, i bambini continuano a soffrirne, ma intanto si EVOLVE CULTURALMENTE, che se ci fermiamo per paura degli altri siamo finiti.

Come dice Azur, un genitore deve essere CONSAPEVOLE che la sua diversità (più o meno manifesta), rispetto alla massa, potrebbe divenire fonte di dolore per suo figlio, e dotare se stesso e suo figlio di strumenti necessari per affrontare a testa alta il resto del mondo.

Nella classe di mio figlio, solo io e una mia amica non facciamo fare catechismo ai bambini, non vanno a messa e non avranno la prima comunione e il venerdì escono prima da scuola, in un paese profondamente radicalmente cattolico, avrei dovuto rinunciare a fare figli? Avrei dovuto mandare lo stesso mio figlio facendogli credere che anch'io sono cattolica? Per ora non ne soffre (a dispetto di TUTTI che mi dicevano che se ne sarebbe vergognato e avrebbe vissuto malissimo la cosa), se ne soffrirà sarò la prima a rivedere le mie posizioni.


Però non è semplice affrontare il problema della discriminazione.

Oggi la parola "finocchio" viene usata come un insulto, e mi capita anche di sentirla piuttosto frequentemente.

Ho visto (io coi miei occhi) dei bambini delle elementari dire ad altri bambini stranieri "tornatevene a casa vostra marocchini di merda", sotto gli sguardi impassibili delle loro mamme.

La religione spesso considera i gay alla stregua dei pedofili,anzi, giustifica più il pedofilo del gay.

La politica, quella che comanda, discrimina gay ed extracomunitari, e più li discrimina (e li perseguita) e più riceve consensi, quindi non si tratta nemmeno di pochi imbecilli ma di convinzioni di massa.

Partendo da questi presupposti un'inversione di tendenza la vera veramente dura....