Su questo son d'accordo; è sempre stato il vantaggio dei ricchi questo, far scannare i poveri fra loro.pennyhose wrote:Nove sono in linea di massima d'accordo con quello che dici, peró per far sí che cambi qualcosa, che la societá si smuova e freni prima di cadere nel baratro, dobbiamo lottare tutti insieme, non farci la guerra civile uno contro l'altro come é successo qui. Non possiamo derubare un ragazzo che é a terra sanguinante fingendo di aiutarlo ad alzarsi. Sono d'accordo sulla "rivolta", che comunque dovrebbe partire dal rivedere le idee e cominciare ad usare il cervello, ma bisogna unire le forze, non bruciare le case di chi non ci ha fatto niente e magari vuole combattere al nostro fianco.
Ma bisogna anche stare attenti. E' interesse di chi vuole che le cose non cambino far passare l'insieme della rivolta come criminalità.
Ed è facile farlo. Perché è facile che si infiltrino fasce estremiste o criminali qualunque.
Ripensiamo al G8 i Genova. La morte di Giuliani e la macelleria alla scuola Diaz hanno ottenuto un unico grande risultato: far scomparire le migliaia di persone che manifestavano pacificamente davanti alla zona rossa per chiedere giustizia.
E' lo stesso metodo della strategia della tensione applicata negli anni di piombo. Spaventare chi ha un minimo di beni da difendere perché creda che lo status quo sia l'unico bene possibile.



