Il luogo del pensiero, dell'approfondimento, della discussione; società, politica, religione e tanto altro su cui riflettere, un occhio critico sul mondo che ci circonda.
Laste wrote:
In particolare io odio avere aspettative per i miei figli, perché mette anche me stessa in una condizione di dover fare "il massimo" per aiutarli a realizzarle.
Quindi non ne ho, anche per una sorta di auto conservazione.
È difficile spiegarmi....credo di essere in linea coi tuoi deliri notturni ahahah
Io quoto questo.
Non è sempre facile, io comunque considero i miei figli bravi e intelligenti ma assolutamente normali, mi rendo conto però, che ultimamente la normalità pare essere fuori moda. Si deve essere tutti eccezionali, come minimo...
quoto laste e quoto te
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Migliaia di attimi, di ore e di giorni, milioni di azioni, un' infinità di gesti, di tentativi, di sbagli, di parole e di pensieri.E tutto per fare un unico uomo al mondo. A un cerbiatto somiglia il mio amore. David Grossman.
Boh...è che io ho un'amica così...un tantinello competitiva. Ed è brutto.
Lei confronta sempre tutto, nei giochi di società si incazza come una iena, nella vita di tutti i giorni vuole sempre avere ragione, non lo so...io trovo terribile la competitività. E si vede, perché io non sono arrivata (nè arriverò mai) da nessunissima parte.
Ma proprio la competizione non fa per me, nè scelgo amici competitivi.
"Non ci sono estranei, qui. Solo amici che non abbiamo ancora incontrato" (Yeats)
Io credo ci sia una competitività sana e una malsana.
Paragonarsi sempre agli altri e voler fare meglio in ogni ambito, facendosi il sangue amaro se si resta indietro, è il malsano di cui parlo.
Invece una competitività personale, per mettersi alla prova e riuscire a raggiungere gli obbiettivi che ci si prefigge, magari anche molto alti, la trovo tutta un'altra faccenda.
Anche perché una certa dose di autostima probabilmente implica competitività.