Silvietta wrote:Lella wrote:lavinia wrote:poi volevo dire,puo' essere un caso ma come spesso accade noi ci rifacciamo alla figura materna che abbiamo avuto,tati aveva la mamma a casa,io avevo la mamma che faceva 6 ore e per me una mamma che lavora e' una cosa normalissima
Ecco io ad esempio avevo la mamma casalinga e ricordo ancora come mi ritenevo fortunata di tornare a casa, pranzare con la mia mamma e averla tutto il pomeriggio con me.
Ne parlavo pochi giorni fà con una mia collega che invece mi diceva che per lei era normale non trovare la mamma a casa al rientro da scuola e non si è mai sentita penalizzata per questo.
Io invece quando tornavo ed era a casa volevo darmi alla macchia.
Le variabili sono troppe.
Tati però non è che una madre che lavora sia un riferimento meno forte per un figlio.
Lo saresti anche lavorando, credo.
Poi diopende da cosa si intende per riferimento.
ho due bimbi piccini per ora.
certo che una mamma che lavora è comunque un riferimento per il proprio figlio, ma se si sbuccia un ginocchio mentre la madre lavora in quel momento non cè lei a potergli dare una mano.
si, può capitare anche mentre mio figlio è dai nonni. e io non ci sarei.
poi un altra cosa]io tati volevo riprendere un discorso :la necessita e l'autorealizzazione.
A dirla tutta,noi con uno stipendio solo vivremmo,e una volta estinto il mutuo vivremmo tranquilli,quindi tra 5 anni io potrei davvero licenziarmi
pero' non e; solo un discorso di autorealizzazione,e' un discorso di:confort,sicurezza,avere soldi in piu' per le vacanze,per metterli da parte per loro,ecc
Con questo sto dicendo che il confine tra necessita' e comodita' e labilissimo.Tu la settimana scorsa eri nera per le spese dell'auto,ad esempio,e non sto dicendo che dovresti lavorare ma che lavorando saresti sicura di non avere simili ansie e di non dover far quadrare il cerchio.
bho mi sto incartando.il concetto e':e difficile dire quanto serve e soprattutto a quanto si puo' rinunciare a livello monetario,difficile e soggettivo[/quote]
se io lavorassi come lele,stando fuori tutto il giorno etornandogiusto alle7 di sera, saremmo si 5 mila euro al mese.
ma, e loro?
cioè davvero, io non ce la posso fare.
non per me, per il lavoro, perchè anzi, come già detto lo farei anche volentieri. ma non ce la farei, a perdere così tanta vita dei miei bimbi.
preferisco rinunciare alla pizza, a quelle piccole cose che potrei fare con uno stipendio in più, ma esserci per loro.
poi capisco il tuo ragionamento e mi piace anche quel pensiero. ma è lo stesso ragionamento, anche se leggermente diverso, che mi faccio io.
quando crescono, trovo un lavoro, un part time, qualcosa, da poter fare mentre loro non ci sono.
questo l ho detto fin dall inizio. ma ora no.
quando loro hanno le loro vite, tra asilo e scuola, ho mezza giornata libera dalle loro necessità, e la posso vivere con un lavoro.
quello ha un senso, quei soldi hanno il senso che tu dai a soldi in più per la vacanza, per gli imprevisti, e via dicendo.
Fabio: "che profumo di......di .....cacca profumata!!!! ( bagnoschiuma nuovo,tzè)"
Elisa: "ma perchè a qualcuno capita che sto benedetto seme entra nella pancia della mamma senza che lo decidano loro e a te no?!PERCHEEEEE'?!?!"
Paolo:" Ma Gesù esiste?!Perchè che Gesù Bambino esiste lo so per certo, ci ha portato i regali!ma gesù grande?!Secondo me resta sempre Gesù bambino e basta, eh"