questo è offensivo, perchè rispecifico io non approvo la decisione a priori, Leda non ha mai dormito nel lettone, ma se avesse sofferto l'avrei messa a letto con noi, non puoi decidere prima come e cosa se ancora non conosci tuo figlio, se non sai cosa ti chiederà e come. Così coem non si può applicare quello che si è fatto per il primo per il secondo, è sempre una nuova conoscenza...così è meglio? Sono stata più chiara?caterina wrote:Secondo te.
Ma non secondo tutti gli altri.
E sai bene anche tu che nessuno è mai morto per non essere stato allattato.
E' una scelta, è importante, è totalizzante, è tutto ciò che vuoi.
Ma rimane una scelta.
Se fosse obbligatorio ti metterebbe un collare al collo dopo che hai scodellato e, armati di mitra, ti direbbero "ed ora, donna, ALLATTA!".
Per fortuna non viviamo in un mondo così.
E per fortuna, scusami eh Rob, non tutti la pensano come te.
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una sfigata che sta allattando ancora dopo 27 mesi
E' nata una mamma
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Robebè
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No, io ti contestavo ancora il fatto che tu abbia detto che lo ritieni grave come non somministrare una medicina importante ad un figlio malato.
Resta inteso che PER ME è una baggianata grossa come il mondo, oltre ad essere offensivo (questo lo è) per coloro le quali non hanno allattato.
Prendere una decisione, seppur a priori, non rende nessuno un assassino o una cattiva madre.
Ha preso una decisione?
Bon, stop.
Con tutto che suo figlio per 6 mesi il latte lo prenderà.
Resta inteso che PER ME è una baggianata grossa come il mondo, oltre ad essere offensivo (questo lo è) per coloro le quali non hanno allattato.
Prendere una decisione, seppur a priori, non rende nessuno un assassino o una cattiva madre.
Ha preso una decisione?
Bon, stop.
Con tutto che suo figlio per 6 mesi il latte lo prenderà.
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marte71
si linda, più o meno è tutto giusto.Linda Eva wrote:Sapete, credo sia solo una differenza tra Teresa, me e Marte, di linguaggio, il classico bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto.
Per me (e forse, mi sembra per Teresa) il bicchiere è pieno a metà, per Marte è vuoto a metà.
Insomma, quello che ho scritto in neretto è ciò che ci accomuna, lo facciamo per amore, percghé non potremmo fare diversamente per nostra natura affettiva di madri: solo che io lo vedo come un cambiamento che ha aggiunto qualcosa qualitativamente alla mia vita (e ciò a cui "rinuncio" è meno essenziale di questo) mentre tu, Marte, come un cambiamento che ha effettuato una sorta di baratto con alcuni aspetti della tua.
Io lo interpreto come evoluzione in un gradino superiore delle vita, tu come uno scambio fra le cose da grandi (essere madre) e a cui non vorresti comunque rinunciare, e alcune cose da "ragazzi" cui non hai esitato a rinunciare per scegliere di avere una figlia, ma sotto sotto senti la malinconia della spensieratezza della gioventu'!!!!
Tu sei un po' pessimista e forse hai più paura del futuro o dell'incognito e sei più legata di me al tuo passato, perché rimpiangi di non essere più la donna di prima, io penso che il passato formi dei gradini su cui si poggia il futuro e la domìnna che ero prima e dentro di me e è cresciuta e inizia una nuova avventura.
Stiamo parlando degli stessi eventi, dello stesso amore, ma con lenti diverse!
io sono pessimista di natura, tendo sempre a vedere il bicchiere mezzo vuoto (ma ci sto lavorando, anche su questo...). ed è vero anche che non sento di aver aggiunto, ma di aver sostituito, sarà brutto, ma è la verità.
però non mi manca la spensieratezza della gioventù, mi manca la progettualità della mia vita, che sia solo mia e di nessun altro. mi manca il sentirmi libera dentro.
