il prodotto ionico. Signore Venghino.

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

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Teresa
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Post by Teresa »

mi viene da ridere
no davvero
perche' questo e' un quesito tipico dell'estate

LEGGERO LEggero
ma abbastanza enigmatico

Pero' ora detto sinceramente mi aspetto il colpo di scena

cioe' non puo' essere un fatto di "fonetica" perche' se fosse una cosa cosi' sinteticamente traducibile mi avrebbe detto
"ma no intendevo che Carla riesce a riprodurre verbalmente frasi che sente in dialetto"
e' un esempio
perche'- ad essere proprio sinceri ho capito che ionico ha a che fare con bacino del sud (da magna grecia)
ho capito che prodotto fa rima con linguaggio (da qui l'indizio chiave della verbalizzazione che io avevo ingenuamente omesso a riprova di come non avessi capito un tubo di quello che stavo leggendo)

pero'
Chiare'
onestamente
tirando le somma tutto questo che VOR DI'?

IO mi aspetto il colpo di scena con la verbalizzazione di dorici e corinzi, nota recita che avevano fatto nei giorni pasquali che io avevo, che ne so, miseramente perso.
Carla 4/12/03
Mena 2/05/06

"Abbiamo messo i bambini in compezione tra loro senza dargli alcuna forza interiore. Abbiamo arricciato i loro capelli e distorto le loro menti. Li abbiamo educati, ma non abbiamo dato loro saggezza."
Tonkahaska
Luvetta

Post by Luvetta »

chiaretta_1974 wrote:zi zi, mi ci sto amusando tantissimo, con sti ioni!
Feime che sono, ne parlate sempre e non ho avuto ancora occasione x chiedere.

E' un pezzo di storia del forum, un personaggio (entità?) manifestatosi a risollevare le sorti di un forum che languiva per la calura. In pratica un "servizio sugli amori delle veline" de noantri.
Poi strada facendo, in alcune accezioni il termine ha il significato di "spirito affine" (cfr: sei la mia Feima)

Insomma è un vocabolo noimamme, come quando frequenti lo stesso gruppo di amiche da tanto tempo, e sviluppate un linguaggio basato sul vostro comune vissuto e comprensibile solo a voi.
Insomma, imparate a gestire il prodotto ionico, oserei dire.
chiaretta_1974

Post by chiaretta_1974 »

rufy wrote:mi viene da ridere
no davvero
perche' questo e' un quesito tipico dell'estate

LEGGERO LEggero
ma abbastanza enigmatico

Pero' ora detto sinceramente mi aspetto il colpo di scena

cioe' non puo' essere un fatto di "fonetica" perche' se fosse una cosa cosi' sinteticamente traducibile mi avrebbe detto
"ma no intendevo che Carla riesce a riprodurre verbalmente frasi che sente in dialetto"
e' un esempio
perche'- ad essere proprio sinceri ho capito che ionico ha a che fare con bacino del sud (da magna grecia)
ho capito che prodotto fa rima con linguaggio (da qui l'indizio chiave della verbalizzazione che io avevo ingenuamente omesso a riprova di come non avessi capito un tubo di quello che stavo leggendo)

pero'
Chiare'
onestamente
tirando le somma tutto questo che VOR DI'?

IO mi aspetto il colpo di scena con la verbalizzazione di dorici e corinzi, nota recita che avevano fatto nei giorni pasquali che io avevo, che ne so, miseramente perso.
Senti Teresa pure io spererei in un altra spiegazione, più terra terra, più ragionevole e meno italianista, perchè in fondo a chi interessa così tanto che una bimba dell'età di Carla riesca a dominare il suo accento dialettale? Ma se i dialetti sono in riscoperta! E comunque, ma qui ci vorrebbe chi conosce i programmi ministeriali, non credo sia tra gli obiettivi didattici della materna.
Vorrei davvero fosse dell'altro, un altro talmente palese da farci tutte dire: perchè non ci abbiamo pensato?
Ma che altro potrebbe essere?

Brutto confrontare i giudizi altrui, ma sarebbe interessante sapere se è una frase di rito che hanno splamato su altri foglietti o è a Carla dedicata.
Sai perchè lo dico? Perchè nel campo educativo (forse anche altrove, non saprei) ci sono delle mode espressive che fanno il giro dell'oca e te le ritrovi sparse un po' ovunque: la prima volta che le leggi, magari su una relazione del distretto sociale, hai bisogno del vocabolario..poi leggi la stessa espressione 10-15 volte nel giro di qualche mese e la fai tua. Dopo un anno o due, quando tutti la usano ed è entrata ormai nel lessico specifico, arriva uno studioso a dire che l'espressione non è più idonea a descrivere il fatto. Allora la si abbandona, gettandosi tra le braccia di un altra perifrasi che ci descriva in modo diverso lo stesso problema o patologia.

Magari pure al Ministero dell'Istruzione funge così, allora c'è da aspettarsi che molti bimbi abbiano questo "prodotto ionico" sul giudizio.

Se invece lo ha solo Carla, una volta capito a cosa si riferisce, va davvero approfondito.
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