infatti non è importante la religione della sposa, purchè ne abbia una che sia rivolta a un solo Dio.penelopecruz wrote:aiutami a capire..io sapevo che per l'Islam la religione della sposa non e' fondamentale, la donna puo' decidere di convertirsi o no, mentre i figli diventano automaticamente musulmani.
Questo e' quello che mi riportano alcuni amici giordani e iracheni..allora anche questa e' un'interpretazione del Corano?
una storia italo-maghrebina
Moderator: Paola
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ilfo
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quotoAzur wrote:non sono sicura di aver capito,
ma il problema (parlando di coppia e famiglia) secondo cme sta nel "questa cosa io non la impongo a nessuno" perché ci sono cose che non riguardano la sfera personale ma si estendono inevitabilmente al resto della famiglia (l'esempio della contraccezione calza perfettamente, come in genere gran parte delle cose che riguardano l'educazione dei figli).
Con il msg di prima non volevo sminuire l'importanza della fede davvero sentita (che indubbiamente ti porta a scelte forti), ma dire che ci sono altre cose e altri principi (per me non credente) che sono altrettanto forti e sentiti, e possono portare a scelte altrettanto forti.
Per questo dicevo che li vedo tutti alla pari, come componenti della specifica persona, non riesco a vedere la religione come più "invasivo" (o meglio, per alcune persone sì, ma come loro caratteristica specifica, non come caratteristica della religione).
(spero qlc si capisca:D)
infatti spesso le discussioni più accese sono proprio tra laici e religiosi
io spesso ho "litigato" con cattolici e mussulmani
su temi come l'omosessualità, il sesso, il ruolo della donna ecc...
non mi sarei mai sposata con idee tanto differenti dalle mie
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ilfo
generalmente chi emigra lo fa per migliorare la propria condizione di vita con il pensiero di aiutare la famiglia nel paese d'origine. Poi succede che una volta qui si rende conto che la strada è lunga e fa venire la famglia, i figli soprattutto se piccoli si adattano presto e sentono come "loro" il paese ospite e col passare del tempo diventa sempre più difficile progettare un ritorno al paese d'origine.Gabry wrote:ne sta venendo fuori un dibattito interessantissimo. Benvenuta Ilfo.
Mi piacerebbe sapere, sempre che non ti crei problemi, cosa ne pensano i marocchini di noi italiani e se nei progetti di tuo marito (scusami mi sfugge il nome) c'è di ritornare in Marocco un giorno. Ti chiedo questo perché mio padre dai 15 ai 35 anni è stato in Germania e dei tedeschi aveva una pessima opinione e si trovava così male che alla fine decise di tornare. Per me fu un piccolo trauma, perché ero nata lì e mi trovavo benissimo.
Per esempio mia cognata ha 2 figli (5 e 11 anni) e loro sono completamente italianizzati. Il grande cerca sempre di sfuggire dalle vacanze in Marocco, se ci va non vede l'ora di tornare e se gli chiedi qual'è stato il momento più bello lui ti dice "quando siamo tornati" :sticazzi:
Io vorrei invece che mio figlio apprezzasse tutti e due i paesi, non voglio che viva il Marocco come un incubo..
Riguardo a me e Hicham entrambi vorremmo andarcene dall'Italia. Lui sarebbe per il Marocco (ma và?), io pure a patto che l'estate ce ne andiamo in Groenlandia :ola:
A parte gli scherzi, ne parliamo spesso, ma io vorrei andare in un paese climaticamente favorevole a me che odio il caldo, ma soprattutto voglio poter dare una bella vita a mio figlio.. Di buone scuole ce ne sono pure in Marocco e d'estate si potrebbe venire in Italia in vacanza così io non muoio di caldo, ma per ora sono solo progetti. Tanto finchè non finisco almeno la laurea breve da qua non ci si muove :fing: