Posted: Thu Feb 02, 2012 1:16 pm
Vi ho lette tutte e con attenzione.
Tuttavia per quanta concentrazione voglia metterci, mi rendo conto che oggi non e’ la giornata giusta per rispondere a questo post.
Non lo e’ perche’ sono ancora sotto l’effetto un po’ narcotizzante delle pagine d’apertura di un libro inaspettato.
Ieri sera mi sono coricata, avevo finito un libro e per caso ne ho tirato uno dalla libreria. Con un certo sospetto . L’autore e’ Veronesi (il medico ex ministro) e il libro parla delle donne.
Si apre con sua madre. Con i ricordi di lui da bambino e nell’incarnato perfetto di cio’ che secondo me deve essere una madre.
Mi sono resa conto che la Teresa bambina ha gli stessi ricordi che aveva lui. Le stesse certezze, lo stesso conforto. Ho capito (di fatto l’ho sempre saputo) cosa mia madre mi ha dato e cosa voglio dare veramente alle mie figlie.
Poi forse mi svanirà, non lo so, ma oggi sono ancora sotto quell’effetto, sotto la voglia di tornare ad un modello genitoriale fatto di certezze. Chi insegna, chi impara, viene dopo.
Mi piacerebbe (E voglio veramente lavorarci) che le mie figlie mi associno al calore,alla protezione, al conforto. Alle certezze.
Tutto questo passerà, per certo, attraverso scontri, risate, urla, ma il modello amicale, moderno, del rapporto madre-figlio oggi piu’ che mai mi sembra un modello fuori dalla mia misura.
Io ho sicuramente molte cose da imparare dalle mie figlie..
Ma non perche’ sono le mie figlie, semplicemente perche’ fanno parte della mia vita e io ho ancora tanto da imparare da questa.
Ma per certo non devono insegnarmi nulla, almeno non consapevolmente.
Non ora.
Ora tocca a me.
Tuttavia per quanta concentrazione voglia metterci, mi rendo conto che oggi non e’ la giornata giusta per rispondere a questo post.
Non lo e’ perche’ sono ancora sotto l’effetto un po’ narcotizzante delle pagine d’apertura di un libro inaspettato.
Ieri sera mi sono coricata, avevo finito un libro e per caso ne ho tirato uno dalla libreria. Con un certo sospetto . L’autore e’ Veronesi (il medico ex ministro) e il libro parla delle donne.
Si apre con sua madre. Con i ricordi di lui da bambino e nell’incarnato perfetto di cio’ che secondo me deve essere una madre.
Mi sono resa conto che la Teresa bambina ha gli stessi ricordi che aveva lui. Le stesse certezze, lo stesso conforto. Ho capito (di fatto l’ho sempre saputo) cosa mia madre mi ha dato e cosa voglio dare veramente alle mie figlie.
Poi forse mi svanirà, non lo so, ma oggi sono ancora sotto quell’effetto, sotto la voglia di tornare ad un modello genitoriale fatto di certezze. Chi insegna, chi impara, viene dopo.
Mi piacerebbe (E voglio veramente lavorarci) che le mie figlie mi associno al calore,alla protezione, al conforto. Alle certezze.
Tutto questo passerà, per certo, attraverso scontri, risate, urla, ma il modello amicale, moderno, del rapporto madre-figlio oggi piu’ che mai mi sembra un modello fuori dalla mia misura.
Io ho sicuramente molte cose da imparare dalle mie figlie..
Ma non perche’ sono le mie figlie, semplicemente perche’ fanno parte della mia vita e io ho ancora tanto da imparare da questa.
Ma per certo non devono insegnarmi nulla, almeno non consapevolmente.
Non ora.
Ora tocca a me.