Sharazade wrote: ...ma non è un esempio di come superare le differenze religiose, ma solo ambientali e culturali che, nel caso di tuo marito, sono molto legate fra loro.
ho letto tutto con molto interesse e vorrei dire dalla mia partendo da questa affermazione di Shara.
Secondo me non ha senso distinguere tra religione, cultura e ambiente perchè sono talmente legati da essere indissolubili, quello che conta infatti è cosa pensa, dice e fa l'individuo che si trova in quel preciso contesto e momento.
Ci sono persone tanto coerenti da diventare rigide al di là del credo religioso, e ci sono persone che anche se volessero esternare idee piu' personali non ne hanno la possibilità perchè c'è una pressione sociale troppo forte.
La religione purtroppo, parere ovviamente personale, è spesso sopravvalutata e strumentalizzata, soprattutto a livello sociale, e diventa il capro espiatorio delle differenze culturali.
Oppure diventa quella cosa che serve a dare una forte identità rassicurante quando ci si allontana dal proprio contesto culturale...per esempio alcuni giovani musulmani nati in Europa crescono con una idea e una pratica religiosa molto piu' conservatrice di quella che ritrovano nel paese d'origine durante le vacanze.
Altro esempio, gli Ebrei. Ci sono differenze enormi tragli Ebrei italiani, francesi, russi, spagnoli. Storicamente sono sempre stati isolati, e il loro essere comunità relativamente chiusa e conservatrice è causato dalla religione o dal fatto che hanno dovuto essere così per mantenere la propria identità in società altrettanto radicali come le cattoliche dell'Inquisizione?
Insomma, io tornerei all'individuo, tenendo conto che la realtà ha mille sfacettature e diventano duemila quando si decide, con coraggio, di camminare per mano come fanno oggi Ilfo e Hisham