Mamme in carriera?

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Moderator: Paola

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laste
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Post by laste »

Uhmmmm
Voi siete delle donne sopra la media,e non lo dico per piaggeria, come abbiamo ribadito spesso il solo fatto di essere su un forum,anzi,su NM, ci dice che siamo piu' attente e curiose e intellettivamente arzille ahahahah
Quindi lavoratrici o non non ci vedo differenza come ricchezza da dare ai figli,a livello di esperienza.
Sicuramente una mamma-casalinga presa solo dalle pulizie domestiche,le commissioni e il fare la comare con le altre comari del vicinato o del parco, non dara' una grande ricchezza ai figli, ne' lo fara' la stessa comare che stancamente fa le sue 6-8 ore di lavoro perche' le tocca anche se lo odia o lo eviterebbe volentieri.
La pochezza di spirito e' indipendente dal fare un lavoro o meno
Ruggero 8 maggio 2004,Dario 14 maggio 2007,Irene 17 dicembre 2010
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Quando sei nato non puoi piu' nasconderti
e quando sei genitore ancora meno
Mokina

Post by Mokina »

Bè, avete sicuramente ragione, tutto dipende da quello che si è, non da quello che si fa.
Volevo solo dire che ho il timore che lo stare a casa porti con sè, a lungo andare, una pigrizia mentale, che una donna che svolge con entusiasmo la propria attività non corre il rischio di avere; ed in ogni caso lavorare ti porta anche ad una quantità e qualità di frequentazioni talmente varia che, con tutta la buona volontà, la donna che sta a casa non riesce ad avere; e questa varietà di esperienze la trasmette anche all'interno del proprio nucleo familiare. Insomma: il figlio di un medico o di un avvocato o di un ingegnere è abituato fin da piccolo a masticare nozioni specifiche che lo porteranno di sicuro ad essere più disinvolto un domani, rispetto al figlio di un impiegato o di una casalinga, nel settore lavorativo. Io la penso così, perchè l'ho vissuta sulla mia pelle: per quanto fossi più preparata di alcune mie colleghe, ho notato che queste erano più sicure di sè, ed ho attribuito questa sicurezza al fatto che fossero figlie di...
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Monica71
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Post by Monica71 »

Mokina wrote:Bè, avete sicuramente ragione, tutto dipende da quello che si è, non da quello che si fa.
Volevo solo dire che ho il timore che lo stare a casa porti con sè, a lungo andare, una pigrizia mentale, che una donna che svolge con entusiasmo la propria attività non corre il rischio di avere; ed in ogni caso lavorare ti porta anche ad una quantità e qualità di frequentazioni talmente varia che, con tutta la buona volontà, la donna che sta a casa non riesce ad avere; e questa varietà di esperienze la trasmette anche all'interno del proprio nucleo familiare. Insomma: il figlio di un medico o di un avvocato o di un ingegnere è abituato fin da piccolo a masticare nozioni specifiche che lo porteranno di sicuro ad essere più disinvolto un domani, rispetto al figlio di un impiegato o di una casalinga, nel settore lavorativo. Io la penso così, perchè l'ho vissuta sulla mia pelle: per quanto fossi più preparata di alcune mie colleghe, ho notato che queste erano più sicure di sè, ed ho attribuito questa sicurezza al fatto che fossero figlie di...
Secondo me i tempi sono cambiati e sempre più spesso anche donne istruite stanno a casa anche se obbligate per via dell'analisi costi e benefici (che non vuol dire sempre il meglio), il livello d'istruzione generale è aumentato notevolmente e le risorse intelletuali possono tranquillamente essere dirottate momentaneamente nell'educazione per i figli!!

Basta vedere l'apporto che si da come ausilio al percorso scolastico!!

Ma anche molte mamme non "istruite" stanno impiegando molte risorse in questo, li seguono con passione e dove mostrano lacune s'informano e chiedono aiuto.
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