ieri siamo stati a fare la medicazione.
altri medici, altri approcci, altre inculate direi.
come pensavo il medico che la volta scorsa ha fatto la medicazione non ci ha capito granché perché tirando fuori il pezzettino di garza che lui aveva messo solo all'imbocco, è venuto fuori ancora parecchio siero (me lo immaginavo, lo sapevo)
davide non vedendo il suo dottore di fiducia ha cominciato subito a piangere, ma non sapeva che il bello doveva ancora venire... la praticante che lo ha medicato gli ha infilato dentro non so quanto drenaggio, forzando senza nemmeno bagnare un po' la garza con il betadine, gli ha fatto uscire persino il sangue. ne ha messa talmente tanta che a lui faceva male perché forzava, così l'infermiera che era lì, che lo ha assistito in tutta la vicissitudine, una volta usciti i medici ha sfilato un pezzo di garza, lui è stato subito meglio.
ieri sera tornando a casa ho divelto il sensore della fotocellula del cancello con la macchina, strisciando la macchina e portando via la fotocellula. direi che la giornata me la sono guadagnata :occhioni:
siamo in ospedale (finalmente a casa)
Moderator: laste
- Alessia
- Ambasciatore

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- Joined: Fri Feb 05, 2010 11:35 am
Re: siamo in ospedale (finalmente a casa)
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
- Maura
- Ambasciatore

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- Joined: Sun Jul 28, 2013 10:37 pm
Re: siamo in ospedale (finalmente a casa)
Alessia maremmasfigata. Adesso bastaaaaaa
Un abbraccio.
Un abbraccio.
Enrico 09.03.09
Veronica 22.03.2011
"Ho il corpo di una diciottenne.
Lo tengo in frigo".
(Spike Milligan)
"È ovvio che occuparsi degli altri fa bene, ed è un gesto cosi dannatamente giusto, e anche inevitabile, necessario: ma non mi è mai venuto da pensare che potesse c'entrare davvero con il senso della vita. Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi, tutto il resto è una forma di lusso del l'animo, o di miseria, dipende dai casi"
(A.Baricco)
Veronica 22.03.2011
"Ho il corpo di una diciottenne.
Lo tengo in frigo".
(Spike Milligan)
"È ovvio che occuparsi degli altri fa bene, ed è un gesto cosi dannatamente giusto, e anche inevitabile, necessario: ma non mi è mai venuto da pensare che potesse c'entrare davvero con il senso della vita. Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi, tutto il resto è una forma di lusso del l'animo, o di miseria, dipende dai casi"
(A.Baricco)
-
Trilli
- Ambasciatore

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- Joined: Mon Aug 05, 2013 12:28 pm
Re: siamo in ospedale (finalmente a casa)
Oh mamma ma non c'è mai fine?