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Nat wrote:si stava parlando di bambini ammalati
in quel caso dire che dipende ...
perchè anche grandini con febbre alta ad esempio (mio figlio arriva sempre a 39/40) non lo lascerei a nessuno
non mi fido
e credo che nessuno meglio di una mamma sappia capire se suo figlio è "normale" oppure c'è da allarmarsi anche se ha 10 anni, per dire
idem.
anche i miei raggiungono febbri elevate.
senza considerare che lasci una responsabilità non indifferente a chi se ne prenderebbe cura,sia vicino o sconosciuto.
e poi come lavoreresti,sapendolo malato?
La vita si restringe o si espande in proporzione al coraggio di ognuno.
Anais Nin
nene70 wrote:idem.
anche i miei raggiungono febbri elevate.
senza considerare che lasci una responsabilità non indifferente a chi se ne prenderebbe cura,sia vicino o sconosciuto.
e poi come lavoreresti,sapendolo malato?
pensa a una che ha un contratto a progetto (che in teoria le permetterebbe di stare a casa quando vuole ma in pratica no).
Sta a casa, e domani ha perso il lavoro.
Se invece si ha un contratto a T IND ci sarà chi ti dice che stando a casa a occuparti di tuo figlio danneggi il tuo datore di lavoro e quindi la società che renderà sempre più difficile lavorare alle donne.
Penso anche io che sarebbe la cosa migliore stare a casa con i bimbi malati
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
nene70 wrote:e poi come lavoreresti,sapendolo malato?
esattamente come faccio
io non ce l'ho, il permesso retribuito
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.