ribaltata wrote:Però secondo me è diversa la competitività di chi vuol sempre essere il migliore dalla serena consapevolezza del proprio valore e soddisfazione per le proprie qualità.
La prima va evitata, ma la seconda invece mi piacerebbe che mia figlia la ottenesse.
Io lo dico sempre, mio padre mi adorava, a volte leggevo nei suoi occhi un bene che era proprio orgoglio, quando mi guardava; e grazie a questo non mi sento mai, mai inadeguata al mondo.
Il che non vuol dire che pensi di essere la migliore, o eccezionale, o stratosferica. O priva di problemi. Tutt'altro. Solo adeguata a quel che devo fare. All'altezza di quel che mi aspetta (o almeno all'altezza di provarci).
Come si fa?
Io l'ho ricevuto, il dono dell'autostima e di una più che sufficiente sicurezza di me... come fare a passarlo? Lo trovo così importante...
che meraviglia!
questa è in assoluto una delle cose che vorrei regalare ai miei figli.
"come" è davvero una domanda difficile...
trasmettere la consapevolezza di essere *sempre* amati, senza condizioni, sicuramente è indispensabile
Poi boh, forse l'indole di partenza davvero fa tanta differenza, non saprei...