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Posted: Fri Jan 20, 2012 11:36 am
by Robbina
cipolla wrote:le tabelline possono piacere o meno (potrebbe essere una qualsiasi altra cosa),ma si può impararle senza essere costretti anche se non ci piacciono; quello che forse non sono riuscita a spiegare è che dobbiamo sin da piccoli dare fiducia ai bambini...se facciamo germogliare il loro talento per una materia studiandola saranno felici, aumenterà la loro autostima e poi faranno anche quello che non preferiscono
Quotissimo
Le imposizioni non servono vanno invece incoraggiati
Posted: Fri Jan 20, 2012 11:37 am
by la yle
Metodo vavi:
mio figlio alle elementari non è mai sto ordinato e/o buon coloratore e fargli fare i compiti era una pena (spesso ho scritto di lui).
Mia figlia è diligente, ordinata, studiosa, indipendente insomma l’allieva modello.
Non sono mai intervenuta né con uno né con l’altro nell’insistere sui loro punti deboli. Per marco quelli sopra descritti e per dahlia l’eccessiva precisione che genera ansia da prestazione (in prima elementare l’aveva anche somatizzata con forti coliti).
Questo perché ricordo me stessa da bambina e quanto sia stato pesante avere una mamma che da ex allieva delle orsoline, pretendeva ordine e disciplina che semplicemente per il mio carattere non potevo dare e lei non aveva trovato “la chiave” per intervenire su di me per aiutarmi a migliorare. Gli anni della scuola sono stati faticosissimi.
Ora marco è in prima media e tutte le fatiche delle elementari si sono volatilizzate. È molto più attento, preciso, ordinato, voglioso di fare bene. Insomma, stimoli e approcci diversi lo hanno cambiato. Vero è che è ancora molto lontano dall’inizio della pubertà e questo sta al momento facilitando la vita. Pretendo solo che i compiti vengano fatti. gli ho spiegato che possono anche essere sbagliati ma devono essere fatti da lui. Ci chiede aiuto, e glielo diamo ma deve essere responsabile di se stesso. Se ci sono correzioni di tiro, ci verranno indicate dai professori (disponibili in tal senso).
Posted: Fri Jan 20, 2012 11:48 am
by Lella
la yle wrote:Metodo vavi:
mio figlio alle elementari non è mai sto ordinato e/o buon coloratore e fargli fare i compiti era una pena (spesso ho scritto di lui).
Mia figlia è diligente, ordinata, studiosa, indipendente insomma l’allieva modello.
Non sono mai intervenuta né con uno né con l’altro nell’insistere sui loro punti deboli. Per marco quelli sopra descritti e per dahlia l’eccessiva precisione che genera ansia da prestazione (in prima elementare l’aveva anche somatizzata con forti coliti).
Questo perché ricordo me stessa da bambina e quanto sia stato pesante avere una mamma che da ex allieva delle orsoline, pretendeva ordine e disciplina che semplicemente per il mio carattere non potevo dare e lei non aveva trovato “la chiave” per intervenire su di me per aiutarmi a migliorare. Gli anni della scuola sono stati faticosissimi.
Ora marco è in prima media e tutte le fatiche delle elementari si sono volatilizzate. È molto più attento, preciso, ordinato, voglioso di fare bene. Insomma, stimoli e approcci diversi lo hanno cambiato. Vero è che è ancora molto lontano dall’inizio della pubertà e questo sta al momento facilitando la vita. Pretendo solo che i compiti vengano fatti. gli ho spiegato che possono anche essere sbagliati ma devono essere fatti da lui. Ci chiede aiuto, e glielo diamo ma deve essere responsabile di se stesso. Se ci sono correzioni di tiro, ci verranno indicate dai professori (disponibili in tal senso).
Questo è il metodo Vavi?
la politica del "non intervento" insomma
Se intendi la Vavi nostra ci credo che funziona anche senza intervento, Sara è un piccolo genio già di suo
