Posted: Tue Mar 24, 2009 4:33 pm
Grazie Ariale.... ti scrivero' presto.
Le mamme 2.0 si incontrano qui per parlare di gravidanza, allattamento, post-partum, svezzamento ma anche attualità, hobbies, libri...
https://www.noimamme.it/forum/
Superaffaella wrote:Ragazze, vi chiedo una cortesia.
Giro e rigiro in questo post non sapendo bene cosa scrivere.
Mi avete fatto sorgere tante domande e dubbi.
Molte di vuo sono state, giustamente, un po' criptiche.
Il fatto è che io, dacirca 15 mesi, sono totalmente guarita.
Sono stata bulimica.
Atrocemente fino alla nascita di mio figlio.
Poi solo sporadicamente,
poi niente piu'.
Ho avuto la fortuna di incontrare una dottoressa che mi
ha aiutato a leggermi dentro, a capire, a spezzare la catena.
Andai da lei in lacrime dicendo:
-Mi aiuti, mio figlio è un maniaco compulsivo!
Le prime parole che mi disse furono:
-Parlami di te.
Quanta strada da quel giorno.....
Quello che vi chiedo è di aiutarmi a leggere "questa cosa" da parte di un figlio.
Potreste, anche in m.p. farmi capire meglio?
Vi ringrazio comunque, un abbraccio a tutte.
Rie wrote:Spero che non sia così.
Voglio credere che, a parte un'impronta di fondo che sa di famiglia e forse non è poi così malvagia, sia possibile correggere da genitori ciò che da figli ci ha fatto soffrire.
Ariale... quel che è successo a me nel rapporto tormentato con mia madre è stato di... metterlo fra parentesi. Concentrarmi sull'essere madre IO e inventare equilibri nuovi con Alex e Fede, anche se purtroppo quelli vecchi di figlia giacciono sopiti ma irrisolti. Tanto irrisolti che avevo paura di avere una figlia femmina, proprio per la maggioir probabilità di replicarli, e il mio desiderio di figli maschi era in parte un'ansia di distacco, un timore di non sapere spezzare la catena di dinamiche madre-figlia distorte.
Non ti so aiutare, quindi. Perché il mio problema non l'ho risolto.
Ma per esperienza ho notato che il tempo l'ha come anestetizzato. Siamo partiti da una scena tragica con urla quando ho annunciato di essere incinta, al tormento che mi dava mia madre anche mentre ero in gravidanza, per arrivare al suo essere una brava nonna, e alla solo sporadica comparsa delle sue solite recriminazioni.
Non l'ho perdonata di avermi voluta diversa da quella che ero. Non mi sono perdonata per essere stata incapace di accontentarla, almeno un poco.
Eppure, sopravviviamo.
E forse è una lezione utile a non replicare gli errori subiti, commettendoli ai danni dei propri figli. Una domenica bella per un bimbo anziché noiosa; l'attenzione a non proiettare sulla generazione che viene da noi ambizioni nostre...
Qualcosa cambia.
Deve cambiare.
DEVE essere possibile NON assomigliare, almeno in quel che ci ha fatto del male, ai nostri genitori.