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Posted: Fri Mar 18, 2011 11:02 am
by dani_73
Faccio prima a quotare Marianna che nei suoi interventi ha scritto esattamente quello che avrei potuto scrivere io.

In Italia no, non saremmo capaci a partire dalla progettazione!

Posted: Fri Mar 18, 2011 12:48 pm
by michimatti
Marianna ha detto tutto ciò che si doveva dire e anche io la quoto pienamente.

Posted: Fri Mar 18, 2011 7:23 pm
by Mammatitta
MariannaMJ wrote:
Rispondo col vantaggio che la Merkel ha rivisto la politica energetica tedesca, applicando secondo me quello che è il principio di precauzione, e non l’ondata emozionale.
Mi chiedo come mai noi italiani, campioni in tendenza al melodramma, in questo caso sembriamo vittime di una mutazione genetica. Vedendo ieri sera le percentuali di Ballarò sono rimasta a bocca aperta – si è spostato solo l’11% dell’opinione pubblica dopo l’evento Giappone. E’ chiaro che ci avvantaggia il fattore distanza. Se l’incidente fosse avvenuto in Francia o in Germania si sarebbe spostato il 40% dei pro verso i contro.

Le voci di costo che finiscono in bolletta sono tante, è difficile fare un paragone tra quello che paghiamo noi qui e quello che paga tuo suocero lì…di sicuro del minor costo energetico nucleare (che costa di meno a kWh perché parecchie “esternalità”, quali lo smaltimento delle scorie ed i potenziali danni alla salute, non li computa nel novero dei costi ma le scarica sulle comunità) non ce ne avvantaggeremmo nel breve periodo (anzi, dovendo finanziare i reattori e le centrali nuove, probabilmente si aggiungerebbero altre voci di costo in bolletta).

Ci dimentichiamo troppo spesso che siamo stati un paese competitivo, genio planetario dell’artigianato, anche senza centrali nucleari.
Siamo (da sempre) un paese “povero di risorse e ricco di energia” (come recitavano i sussidiari delle elementari citati da Paolini nel suo capolavoro sul Vajont), stretti tra Europa ed Asia, eppure siamo diventati eccellenti in parecchi settori grazie al LAVORO.
Adesso – tormento e ritornello marcegagliano - c’è più richiesta di energia da parte delle industrie? Benissimo. Cerchiamo alternative nel breve termine, perché se aspettiamo 20 anni per avere una centrale nucleare vuol dire che per 20 anni non recuperiamo terreno in competitività. E nel frattempo avremmo chiuso tutte le industrie più energivore, acciaierie comprese.

Per quanto riguarda i referendum abrogativi dell’87.
I quesiti sul nucleare erano solo 3 e non erano domande generiche di scelta etica tipo “nucleare sì o no”. Erano domande molto precise ed appunto abrogative della normativa allora esistente, qui i testi presentati:
http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum ... _in_Italia
Il primo era sull’intervento statale, il secondo sui contributi di compensazione, il terzo sulle attività di Enel all’estero.
Enel di adesso non è più l’Enel Ente Nazionale Energia Elettrica cui si applicava il quesito dell’87 - dal ’92 è una S.p.A. quindi un’azienda privata (anche se l’azionista di maggioranza rimane sempre il MEF). Quindi il terzo quesito referendario non si applica più, difatti, a titolo di esempio e nel pieno della legalità potete vedere uno degli ultimi progetti di Enel:
http://www.enel.it/eWCM/salastampa/comu ... _PDF-1.pdf
Quindi fare una centrale nucleare in Italia, da un punto di vista prettamente legale, è possibile.

Ultimo e poi chiudo.
Non mi piace per niente quando si dice che avere le centrali nucleari entro 200km dal confine è come averle a casa.
Primo, perché gli scenari di un’analisi di rischio dipendono dalla localizzazione.
Secondo, perché i rischi si cumulano.
Quindi se vivo ad Aosta e succede un incidente di livello 6/7 nel sud-est francese, ho un livello di rischio da beccarmi pari a X millisievert.
Se succede alla centrale vicino casa, mi becco il livello Y, e Y è SEMPRE più grande di X (non perché siamo incapaci – quello al max influenza la probabilità di un determinato scenario - ma perché mi sta più vicino), quindi le conseguenze per me sono decisamente peggiori.
Se succede contemporaneamente, perché mi dice sfiga, mi becco X+Y, che è SEMPRE più grande di X.
Insomma il discorso è di una banalità algebrica estrema che ancora mi chiedo come sia plausibile sentire certe frasi superficiali pronunciate dalla classe dirigente di questo paese.

Classe dirigente che ancora delira sull’indipendenza energica dell’Italia quando oltre le Alpi i nostri vicini di casa parlano di indipendenza energica dell’EUROPA, di reti INTEGRATE e di smart grid. Noi invece ci vogliamo staccare da tutti.
Ma che presuntuosi. Ci vorrebbe un bel terremoto che stacca le Alpi dal continente e ci butta alla deriva nel Mediterraneo, così ci godiamo meglio il sole e siamo tutti felici e abbronzati, pronti ad andare in televisione per la celebrità.
Marianna grazie della tua analisi come non quotare!
ziska wrote: Il fatto che siamo circondati da centrali nucleari nel resto d'Europa non significa che ci si debba adeguare anche in Italia.
Anzi, forse non costruendole ed affidandoci all'eolico o al solare potremmo essere d'esempio a tutto il resto dell'Europa.
Sarebbe bello per una volta essere quelli che danno il nuon esempio.

Il nucleare è sbagliato. Stop.
Quoto.
Ambra wrote:Ma infatti,sai che rispondo io?
Oggi non interverrò che sto male,eh..
Cari amici che mi chiedono perché non mi preoccupo dei paesi limitrofi che
hanno svariate centrali...a parte che MI PREOCCUPO e come però:io dove abito,in Francia?
No,e allora visto che non ho potere decisionale sulla Francia
intanto inizio a combattare sul mio territorio.
Mi dispiace tantissimo per i Francesi,ma come sono stata capaci nel 1789 di farsi
valere potrebbero farlo anche ora e lo stesso vale per Sfizzeri e Teteschi.
Ora vado a sdraiarmi e a fare finta di pregare Quelo
Ecco stesse parole mie con una mamma fuori scuola!