Posted: Thu Apr 21, 2011 5:08 pm
Cara Speranza.
Ho letto tutto solo oggi, in un momento di calma, e volevo mandarti il mio abbraccio.
Sono una voce fuori dal coro, in quanto io sono stata il Ricca della situazione, quando i gemelli non arrivavano.
Ho subito tutte le torture del caso senza essere sicura del mio desiderio di maternità, più per accontentare mio marito, che altro, e sempre con il dubbio perenne di farlo per i motivi sbagliati.
Io sono una un po' "vivi e lascia vivere", e non avevo voglia di forzare la mano al destino.
Lui voleva figli a tutti i costi, e poi, quando non arrivavano, ha cominciato ad incaponirsi. Era frustrante per lui il fatto di non poter fare nulla perché ero di fatto io a subire tutta la parte medica: questa frustrazione me la rovesciava addosso, ed io mi chiudevo a riccio in un grande rifiuto di tutta la faccenda (e nel frattempo continuavano i tentativi).
siamo riusciti a creare un perfetto corto circuito emotivo. E' stato orrendo.
Io sono andata in tilt, non sapevo più se lo facevo per lui, per me, per un desiderio sincero, per accanimento...
Insomma, questo per dirti che nella sfortuna, avete la grande fortuna di riuscire a parlarne. Non è poco, credimi, perché non è per nulla facile. Ci si sente vittima o carnefice e ci si ribella ad entrambi i ruoli.
Scusa se mi sono dilungata sulla mia esperienza; non so nulla di voi a parte quello che scrivi tu qui, ma posso dirti che è normale e giusto avere paura, perché la strada che state percorrendo ad un certo punto può sembrare senza via di uscita.
Non sarà così, ma può sembrarlo, a momenti.
Ho letto tutto solo oggi, in un momento di calma, e volevo mandarti il mio abbraccio.
Sono una voce fuori dal coro, in quanto io sono stata il Ricca della situazione, quando i gemelli non arrivavano.
Ho subito tutte le torture del caso senza essere sicura del mio desiderio di maternità, più per accontentare mio marito, che altro, e sempre con il dubbio perenne di farlo per i motivi sbagliati.
Io sono una un po' "vivi e lascia vivere", e non avevo voglia di forzare la mano al destino.
Lui voleva figli a tutti i costi, e poi, quando non arrivavano, ha cominciato ad incaponirsi. Era frustrante per lui il fatto di non poter fare nulla perché ero di fatto io a subire tutta la parte medica: questa frustrazione me la rovesciava addosso, ed io mi chiudevo a riccio in un grande rifiuto di tutta la faccenda (e nel frattempo continuavano i tentativi).
siamo riusciti a creare un perfetto corto circuito emotivo. E' stato orrendo.
Io sono andata in tilt, non sapevo più se lo facevo per lui, per me, per un desiderio sincero, per accanimento...
Insomma, questo per dirti che nella sfortuna, avete la grande fortuna di riuscire a parlarne. Non è poco, credimi, perché non è per nulla facile. Ci si sente vittima o carnefice e ci si ribella ad entrambi i ruoli.
Scusa se mi sono dilungata sulla mia esperienza; non so nulla di voi a parte quello che scrivi tu qui, ma posso dirti che è normale e giusto avere paura, perché la strada che state percorrendo ad un certo punto può sembrare senza via di uscita.
Non sarà così, ma può sembrarlo, a momenti.