Posted: Fri May 01, 2009 10:14 pm
Il mio allattamento è partito davvero molto male e, purtroppo, non avendo avuto la fortuna di incontrare - come alcune hanno scritto e che invidio - le persone giuste al momento giusto, è andato sempre peggio (paracapezzoli, ragadi, capezzoli spaccati), sino al punto di non attaccarlo più e di nutrirlo solo con il latte che mi estraevo con il tiralatte ed il L.A. in aggiunta.
Oggi sono riuscita ad arrivare all'allattamento esclusivo con molta caparbia ed il mio stato emotivo ha avuto una sferzata di positività e vigore, ma non nego che il primo mese e mezzo di vita del mio piccolo è stata davvero dura per la grande frustrazione con cui vivevo il fatto di non poterlo allattare come volevo.
Per questo posso ben capire l'amarezza di quelle mamme che pur volendolo non ci riescono per problemi vari o vicissitudini.
Ed a nulla servono le frasi pur dette a fin di bene da chi ti sta intorno, e che contengono delle assolute verità: "le buone madri sono quelle che riescono ad amare i propri figli infinitamente, a prescindere se li abbiano nutriti al seno o con il biberon"; "non devi avere sensi di colpa perchè non è stata una tua scelta ma doveva andare così", etc. etc.
Quel senso di incompletezza per quella mancata esperienza, quel senso di ingiustizia che si sente addosso per essere state private di qualcosa che si voleva ardentemente (reso più acuto dal pensiero di tutte quelle mamme che pur potendo non allattano per loro scelta), e quel sentimento di colpevolezza per aver privato il proprio cucciolo di un suo sacrosanto "diritto", ti accompagnano anche per molto tempo!
La mia esperienza mi ha fatto capire che l'assistenza - soprattutto quella professionale - non deve fermarsi alla sala parto, ma deve superare quella soglia ma dovrebbe accompagnare le neomamme sino a che queste non siano in grado di camminare da sole, perchè mamme non si diventa appena partorito, ma solo dopo aver preso piena consapevolezza di tale ruolo e non si sia in grado di gestirlo autonomamente!
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Oggi sono riuscita ad arrivare all'allattamento esclusivo con molta caparbia ed il mio stato emotivo ha avuto una sferzata di positività e vigore, ma non nego che il primo mese e mezzo di vita del mio piccolo è stata davvero dura per la grande frustrazione con cui vivevo il fatto di non poterlo allattare come volevo.
Per questo posso ben capire l'amarezza di quelle mamme che pur volendolo non ci riescono per problemi vari o vicissitudini.
Ed a nulla servono le frasi pur dette a fin di bene da chi ti sta intorno, e che contengono delle assolute verità: "le buone madri sono quelle che riescono ad amare i propri figli infinitamente, a prescindere se li abbiano nutriti al seno o con il biberon"; "non devi avere sensi di colpa perchè non è stata una tua scelta ma doveva andare così", etc. etc.
Quel senso di incompletezza per quella mancata esperienza, quel senso di ingiustizia che si sente addosso per essere state private di qualcosa che si voleva ardentemente (reso più acuto dal pensiero di tutte quelle mamme che pur potendo non allattano per loro scelta), e quel sentimento di colpevolezza per aver privato il proprio cucciolo di un suo sacrosanto "diritto", ti accompagnano anche per molto tempo!
La mia esperienza mi ha fatto capire che l'assistenza - soprattutto quella professionale - non deve fermarsi alla sala parto, ma deve superare quella soglia ma dovrebbe accompagnare le neomamme sino a che queste non siano in grado di camminare da sole, perchè mamme non si diventa appena partorito, ma solo dopo aver preso piena consapevolezza di tale ruolo e non si sia in grado di gestirlo autonomamente!
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