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Posted: Mon Nov 19, 2007 3:31 pm
by Solange
loffin wrote:
Valentina wrote:
loffin wrote:Arriviamo a questi benedetti giovani, i discorsi che fate voi li faceva mia madre, li faceva mia nonna, andiamo alla deriva, i valori ecc ecc ...


Circostanzia questo "voi" please , perchè io mi prendo tutto, ma vorrei capire perchè mi includi in una generalizzazione in cui mi si dice che faccio i discorsi di luoghi comuni che faceva tua nonna!! :cisssss: ...


Tutta colpa di lella, è il vintage che mi frega! hahahahha

Valentina wrote:Infatti proprio sopra ho scritto che imputo il 90% della colpa ai genitori....


Tu non ne fai una differenza tra Migliore e Peggiore, io sì.
La faccio perché in termini di genitorialità, vedo proprio un maggior interesse da parte dei Padri, ad esempio, nella "cura" di proprio figli, è solo la società che è cambiata si son persi di vista alcuni "princìpi" e se ne sono guadagnati altri, e con la società son cambiati i figli e son cambiati i genitori, e pure le nonne! :cisssss:

Non è che sono l'inguaribile ottimista che per forza deve vedere tutto Roseo, però è indubbio che se per mia madre era un dramma che mi fossi fatta una canna (e non aveva tutti i torti dal SUO punto di vista) è chiaro che io temo per lapo che si faccia di ecstasy.
Che poi alla luce della pericolosità sia più giustificata io che mia madre lo sappiamo OGGI, che ci sono sul mercato queste nuove droghe.

Avete mai pensato come è cambiata la società anche in quel senso? nella fruizione degli eccessi? ma in generale, non solo per gli adolescenti e non solo per i genitori.
Le macchine vanno più veloce?, tutti corriamo di più, tutti hanno la macchina, crescono in misura esponenziale gli incidenti mortali.
I fast food, un pranzo veloce, ipercalorico, in 5 minuti ti puoi spazzolare più calorie che un'ora e mezza in trattoria ad attendere un piatto di lasagne.
Le droghe poi, sono in linea con la velocità e lo stato di alienazione, se farsi una canna voleva dire almeno 5 minuti di preparazione, una consumazione di gruppo che richiamava antichi riti del kalumé, una pasticca si consuma in solitaria, senza spostarsi dal luogo dove sei.

Indi, io non sono OTTIMISTA a prescindere, lo sono poco nei confronti della società in generale, mentre trovo le persone singole, nettamente più attente, trovo che i modelli impartiti siano spesso specchi delle allodole lontano dalla "base".

Trovo proprio una dicotomia che in società meno mediatiche non esiste.
I modelli per le adolescenti femmine ad esempio, tutte magre, perfette e bellissime, se già guardiamo l'oriente, i modelli proposti sono più simili alla realtà di quel che a noi viene propinato.

Ma anche la fimografia Europea rispetto a quella americana, il cinema italiano o quello inglese ancora molto improntato sulla commedia dei ruoli e delle parti, quella americana son anni che propone pulp e se commedia dev'essere è quella dei buoni sentimenti portati all'accesso tali da essere grotteschi.
E viene quentin tarantino a venezia a dirci che facciamo schifo ed esponenti della Cultura con la C maiuscola gli danno ragione, (che sono quelli che MUOVONO i fili della società) se non sei pulp sei out, solo che la società che ci propone il pulp io non la riconosco e rimango bellemente ignorante a guardarmi harry ti presento sally.

Bush propone una guerra per i suoi interessi nel nome della democrazia? ci casca mezza Europa, sennò se non stai con l'America sei fuori dal giro, cos'è questo se non fare Branco?

Il nostro problema è che il modello è quello americano, ci stiamo avvinando sempre più all'idea che sia quello vincente, la chiamiamo avanguardia, progresso, ecc ... e in mezzo ci stanno giovani e bambini a farne le spese, come ogni volta che si segue un modello poco affine al loro sguardo.


Io a te ti faccio un monumento... non potrei concordare maggiormente, pure sul cinema! :cisssss:

Posted: Mon Nov 19, 2007 3:46 pm
by Solange
Luvetta wrote:Sono arrivata fino all'intervento di Sole, che trovo esemplare e quoto in tutto
squoto solo quest'ultimo passaggio
SoleeBasta wrote:Quest'estate ho visto una madre che ha sgridato il figlioche si stava sporcando con il gelato (cosa comune) dicendogli: ti tiro una sberla che ti schianto contro il muro. Che cosa impara un bambino? Che l'atteggiamento di sua madre e' forte, vincente, che fa paura e ti sottomette. Va a scuola e fa lo stesso.

Cioè, mi vuoi togliere la soddisfazione di dire a mio figlio "come t'ho fatto ti disfo"??
e che ho fatto figli a fare, allora? :cisssss:

Voglio solo dire che dare la colpa del bullismo e della prepotenza ad una minaccia di un ceffone mi pare eccessivo. Intendo, io da ragazzina le mie sberle me le son prese eccome, eppure mai mi sono azzardata a menare i miei compagnucci (sono sempre stata più alta di una spanna rispetto agli altri bimbi), mai m'è passato neanche per l'anticamera del cervello.

Continuo a leggere.


Attenzione, ho fatto un esempio banale ma quello che intendo non e' una singola minaccia di un ceffone a far diventare tuo figlio un bullo. E non e' nemmeno la sberla della mamma data dopo averti ripetuto 1000 volte di smetterla/stare fermo/stare zitto o che diavolo ne so.

Il problema e' che se un bambino sente sua madre che gli urla dietro tutto il giorno facendolo sentire inadeguato o spaventato, se e' abituato ad essere minacciato di prenderle per ogni cazzata, se viene menato al primo sgarro, se cresce in una famiglia in cui non c'e' rispetto quello che impara e' che quell'atteggiamento e' vincente perche' di fatto produce l'effetto desiderato e tendera' a replicare quello stesso atteggiamente con i compagni di scuola o gli amichetti.

Questa non e' la norma ma mi pare chiaro che non lo sia!

Posted: Mon Nov 19, 2007 3:47 pm
by Cosetta
Lo so Lela che sei d'accordo ma io ci insisto perchè ho paura che col "possiamo fare poco" e "non dipende tanto dalla famiglia", gettiamo la spugna!! :D
Voglio invece credere che sia importante, importantissimo quello che noi facciamo adesso con loro.
Che poi non è il comportamento ribelle o l'idea diversa dalla nostra che ci fa pensare di non poter fare molto, questo è normalissimo.. cioè io cerco di insegnarle ad essere sicura di sè, ma se a 4-6-8 anni ha bisogno di avere comportamenti standard per uniformarsi alle amiche, o si oppone per fare/avere qualcosa che non le consento... non è che penso che ho fallito! Mi sembra prestino e mi sembra che il gormito, o il voler uscire da sola che ne so a 10-11 anni, ci stanno tutti... ma non credo che queste cose significhino automaticamente che a 14, che ne so, farebbe una cosa ben più grave (droga, aggressioni, comportamenti ribelli di vario tipo) giusto per uniformarsi.