Posted: Wed Oct 01, 2008 12:02 pm
Ciao Genziana,
riconoscere di essere in difficoltà è il primo passo per risolvere i problemi.
Ti sentiresti più sicura con il LA? Per me puoi farlo tranquillamente con il vantaggio che il papà del piccolo potrà venire materialmente in tuo aiuto. Ora probabilmente ha dalla sua pure la frustrazione di non poter fare nulla (a parte alzarsi di notte ovviamente, ma non dirmi che poverino poi lui va a lavorare e quindi stai sveglia solo tu, in questo caso potresti gestire tu il bambino nelle notti in settimana e lui nel we).
Ricordo sempre l’esempio di mia cugina. Ha allatto con grande successo i suoi tre figli…sfido io…passava la vita sul divano e si dedicava solo all’allattamento. Aveva una signora che andava a farle i mestieri due volte alla settimana, sua mamma tutti pomeriggi era a casa sua a stirare e le portava la cena per tutti, suo papà andava a prendere i bambini all’asilo e stava a casa con loro fino a che non arrivava il marito. In pratica POTEVA fare solo quello.
Io l’ho potuto fare con mio figlio più grande, eravamo solo noi tre, ma lui, a parte il fatto che mangiava perennemente, era bravo, bastava che avesse la pancia piena.
Come già detto in un altro tuo post, la storia tua e di Antonio è più simile a quella con noi e Dahlia.
Quindi, tante informazioni le hai avute, se ti senti ancora indecisa sul da farsi puoi toglierti il latte nella giornata e provare a darglielo (sempre il tuo) con il biberon così vedi quanto ne mangia veramente e un dubbio te lo togli (sarà sazio? Ecc).
Se rischi la depressione, poi tuo marito e i tuoi parenti oltre a star dietro al piccolo, devono pure stare dietro a te con l’aggravante che per il piccolo faranno volentieri le cose, per te di meno perché faranno fatica a capire il tuo disagio e lo sottovaluteranno…ovvio, ciò viene fatto da chi non ci è passato.
Quindi, parliamo fin che vuoi. Oggi sei in difficoltà tuo, domani possiamo esserlo tutte. Però trova la molla per agire.
Un forte abbraccio che possa trasmetterti serenità e pazienza. E guai a pensare che se non allatti sei una mamma fallita o inferiore alle altre. La grandezza di una mamma si misura in ben altro modo.
riconoscere di essere in difficoltà è il primo passo per risolvere i problemi.
Ti sentiresti più sicura con il LA? Per me puoi farlo tranquillamente con il vantaggio che il papà del piccolo potrà venire materialmente in tuo aiuto. Ora probabilmente ha dalla sua pure la frustrazione di non poter fare nulla (a parte alzarsi di notte ovviamente, ma non dirmi che poverino poi lui va a lavorare e quindi stai sveglia solo tu, in questo caso potresti gestire tu il bambino nelle notti in settimana e lui nel we).
Ricordo sempre l’esempio di mia cugina. Ha allatto con grande successo i suoi tre figli…sfido io…passava la vita sul divano e si dedicava solo all’allattamento. Aveva una signora che andava a farle i mestieri due volte alla settimana, sua mamma tutti pomeriggi era a casa sua a stirare e le portava la cena per tutti, suo papà andava a prendere i bambini all’asilo e stava a casa con loro fino a che non arrivava il marito. In pratica POTEVA fare solo quello.
Io l’ho potuto fare con mio figlio più grande, eravamo solo noi tre, ma lui, a parte il fatto che mangiava perennemente, era bravo, bastava che avesse la pancia piena.
Come già detto in un altro tuo post, la storia tua e di Antonio è più simile a quella con noi e Dahlia.
Quindi, tante informazioni le hai avute, se ti senti ancora indecisa sul da farsi puoi toglierti il latte nella giornata e provare a darglielo (sempre il tuo) con il biberon così vedi quanto ne mangia veramente e un dubbio te lo togli (sarà sazio? Ecc).
Se rischi la depressione, poi tuo marito e i tuoi parenti oltre a star dietro al piccolo, devono pure stare dietro a te con l’aggravante che per il piccolo faranno volentieri le cose, per te di meno perché faranno fatica a capire il tuo disagio e lo sottovaluteranno…ovvio, ciò viene fatto da chi non ci è passato.
Quindi, parliamo fin che vuoi. Oggi sei in difficoltà tuo, domani possiamo esserlo tutte. Però trova la molla per agire.
Un forte abbraccio che possa trasmetterti serenità e pazienza. E guai a pensare che se non allatti sei una mamma fallita o inferiore alle altre. La grandezza di una mamma si misura in ben altro modo.