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Posted: Wed May 27, 2009 1:47 pm
by lory76
Lupina wrote:Cate, ma te la vita come l'affronti? Sei serena e felice? Sei appagata? Sorridi spesso?

Lo so, sembrano le domande di THE CLUB, ma da queste cose si ha un'idea della Rachele che verrà.
Vero Lupina, d'altronde non e' che da un pero nasca una mela.
In questi giorni sta' "nascendo" la mia greta treenne e tanto io mi ritrovo a gestirla molto piu' facilmente rispetto a prima, tanto i miei genitori mi dicono che con loro e' caprocciosa e dispettosa.
In fin dei conti e' la stessa bambina, perche' cambia in rapporto a chi la custodisce?
Forse perche' io questa treenne che inizia a dimostrarsi testarda e determinata la assecondo e la stimolo mentre invece loro la "vogliono piegare" e costringerla a fare cose che lei non vuole?

Per me e' lo stesso discorso dello stare in braccio, il loro carattere noi lo possiamo "indirizzare" verso le scelte migliori e ne possiamo correggere il tiro, ma mia figlia non sara' mai quella a cui dici " greta ritira altrimenti mi arrabbio" non lo fara' mai se costretta, mentre correra' a farlo se trovi un sistema stimolante e curioso di farlo.

Posted: Wed May 27, 2009 1:48 pm
by lory76
Lupina wrote:Certo, ma il mio intervento era mirato a sottolineare il fatto che MAMMA PRESENTE E ATTENTA AI BISOGNI=FIGLIO BUBBOLONE CITRULLO DISADATTATO non sono un binomio necessariamente indissolubile.
E' indubbiamente una questione di carattere, anzi, di CARATTERI. Ma che un'educazione affettuosa e attenta non genera figli mammoni, questo concedetemelo.
Quoto, credo che i mammoni nascano non dall'amore e dai gesti affettuosi, ma dall'evitargli le seprienze, i confronti che pian piano si trovano ad affrontare nella loro piccola quotidianita'.

Posted: Wed May 27, 2009 2:32 pm
by Dilly
Teoria dell'attaccamento.
Da una madre responsiva, presente e rilassante, in grado di capire i bisogni del figlio e di soddisfarli nei tempi richiesti dall'età del bambino ( per un neonato cioè subito! ) il bambino impara che ad avere fiducia in se stesso e nel mondo che lo circonda, quindi instaurerà con lei un legame di attaccamento sicuro che gli permette di vivere serenamente la separazione, senza ansie, e di utilizzare le risorse a sua disposizione (ambiente da esplorare e altri adulti che si occupano di lui quando la mamma non c'è) in modo positivo durante l'assenza del genitore.
Lavorando in un asilo nido ho avuto modo di osservare i diversi legami madre-figlio ed di arrivare a considerare questa teoria una sacrosanta verità.
Però è difficile! Soprattutto per me è difficile conciliare il mio essere iper perfezionista e iper critica verso me stessa col fatto di dover tralasciare le faccende di casa per il suo benessere..lo faccio, perchè so che è necessario e perchè vedere che lei sta bene ed è serena è la mia gioia più grande; ma quando lei dorme e io vedo che la casa è un macello divento davvero isterica, intrattabile...sono sempre stata così..