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Posted: Fri Dec 11, 2009 12:47 pm
by Chloe83
Cos73 wrote:Ma sentilo il Bernardi!
Invece che quelli imperfetti, leggi quelli "quasi perfetti" di Bettelheim, è molto più rassicurante ah ah ah.
Sì ma Bettelheim è un figuro abbastanza losco...

Posted: Fri Dec 11, 2009 12:55 pm
by Rie
Paola M. wrote:Però Maddalena secondo me non vanno CONFUSE le coccole, la fisicità, il gesto gentile materno che è anche coccola con il volersi sostituire a loro.

Io sono fondamentalmente una geisha, sia con mio marito che con i miei figli, adoro coccolarli nei gesti, evitare loro "fatiche" prendendomene carico, averne estrema cura.

Però ci sono situazioni che per tanti motivi ci sostituisce a loro, ad esempio, pur di non fargli vivere il disagio della sconfitta. Quante volte ho corso fingendo di arrivare seconda per vederlo felice? Con questo non voglio dire che da domani mi metto a barare pur di vincere, però spesso e volentieri gli ho evitato le frustrazioni perché mi faceva male saperlo rattristato.
Rivendico orgogliosamente il mio arrivare seconda.
Anche perchè il padre, invece, col cavolo che lo fa vincere, e tende a spronarlo alla competizione ahaha!
Come si suol dire: la madre insegna ad amare, il padre insegna a vivere, lelliano e molto vero ahaha!

Quanto ai piccoli gesti di autonomia, con calma ci si arriva anche nella coppia interventista/mammone.
Lo sapete, ad esempio, che Alex mi ha supplicato di andare da sola in biblioteca mentre lui seguitava a giocare in piazza con i piccioni? Gli ho chiesto se era sicuro, se si sentiva pronto, se si ricordava la lezioncina sui "cattivi".
Mi ha detto di sì.
Sicchè, terrorizzata, con l'occhio pallato e fisso verso la finestra da cui lo intravedevo, con il prestito + prenotazione spettacolo per bambini più veloce della luce, l'ho lasciato.
Ho colto il suo bisogno. Ho ritenuto cinque minuti con i piccioni per me angosicanti ma fattibili, alla portata della sua età e delle sue promesse. L'ho seguito, mio malgrado.

E' vero, spesso non mi sono "fidata" dei bambini come lenina, Cos, Paola.
Ma sull'indipendenza, che è a mio parere una spinta innata e non un qualcosa (ribadisco a mio parere!) da insegnare come le regole di educazione, mi fido.
E credo che il bisogno del figlio debba venire prima della spintarella della madre.
MI CORREGGO... dei MIEI figli, due casinisti intraprendenti.
Ecco, se avessi un figlio timido, che non osa, probabilmente sarebbe diverso e la spintarella s'imporrebbe.

Posted: Fri Dec 11, 2009 1:00 pm
by Rie
evelina73 wrote:concordo con Paola. il fatto di aiutarlo a vestirli se è lui a chiedertelo qualche volta che ha voglia di coccole va benissimo.
il vestirlo tu perchè vuoi stargli vicino ma a lui non gliene frega niente ma ha voglia di sentirti "indipendente" è un'altra cosa.

Questo riguarda l'ascolto dei bisogni del bambino.
Credo che sia scontato.

Qui parliamo di indurre, o quanto meno di favorire, l'indipendenza. E' un'altra cosa.

Per me l'indipendenza viene da sé, il mammonismo muore da solo. (sta già agonizzando con alex ahahaha!).
Che bisogno c'è di propiziare un processo naturale? (escludo il caso del bimbo estremamente timoroso di staccarsi)
Di affrettare il giorno in cui mamma geisha/protettiva/dedita alla cura e ad alleviare fatiche e delusioni, verrà fraculata, e strizzerà l'occhio al cucciolo ormai cresciuto, con un misto di orgoglio e nostalgia?
... poi bisogna vedere quali arpie di madri ha presenti Bernardi, certo ahahaha!