Posted: Sun Oct 24, 2010 9:37 am
premesso che non sono comunque in linea di principio d'accordo con questo tipo di "punizioni"
però
quando mi è capitato di subirle e il doverle giustificare a dani
sono stata spinta a vedere la cosa sotto un altro punto di vista (che non è detto sia quello dell'insegnante comunque)
la classe è una collettività, una microsocietà, il singolo non deve sentirsi scevro da questa realtà collettiva, nel bene e nel male, e tutti gli altri devono in qualche modo essere responsabili anche del singolo, imparando ad attuare una sorta di automoderazione collettiva.
La collettività classe deve sostenere il singolo quando questo si trova ad affrontare una questione con i prof (a noi al liceo è successo frequentemente, e come classe se il singolo aveva a nostro parere ragione, sostenevamo il compagno, diversamente lo facevamo ragionare prima), ma allo stesso tempo quando questo singolo sbarella e attua dei comportamenti lesivi per l'intera comunità la classe ne è anche responsabile perché deve imparare ad arginarlo, a contenerlo. Non so come spiegarlo.
Al liceo io mi sono trovata ad affrontare una situazione un po' particolare (una prof. famosa da noi che vessava molto, psicologicamente, gli studenti, una mezza psicopatica se vogliamo), l'unione dell'elemento classe è stato fondamentale in questo senso, non saremmo "sopravvissuti" come singoli (e infatti coloro che in questo elemento classe non si sono integrati li abbiamo persi per strada), ed è stata un po' la nostra forza, di fronte ad una che faceva del motto dividi et impera il baluardo della sua psicopedagogia.
però
quando mi è capitato di subirle e il doverle giustificare a dani
sono stata spinta a vedere la cosa sotto un altro punto di vista (che non è detto sia quello dell'insegnante comunque)
la classe è una collettività, una microsocietà, il singolo non deve sentirsi scevro da questa realtà collettiva, nel bene e nel male, e tutti gli altri devono in qualche modo essere responsabili anche del singolo, imparando ad attuare una sorta di automoderazione collettiva.
La collettività classe deve sostenere il singolo quando questo si trova ad affrontare una questione con i prof (a noi al liceo è successo frequentemente, e come classe se il singolo aveva a nostro parere ragione, sostenevamo il compagno, diversamente lo facevamo ragionare prima), ma allo stesso tempo quando questo singolo sbarella e attua dei comportamenti lesivi per l'intera comunità la classe ne è anche responsabile perché deve imparare ad arginarlo, a contenerlo. Non so come spiegarlo.
Al liceo io mi sono trovata ad affrontare una situazione un po' particolare (una prof. famosa da noi che vessava molto, psicologicamente, gli studenti, una mezza psicopatica se vogliamo), l'unione dell'elemento classe è stato fondamentale in questo senso, non saremmo "sopravvissuti" come singoli (e infatti coloro che in questo elemento classe non si sono integrati li abbiamo persi per strada), ed è stata un po' la nostra forza, di fronte ad una che faceva del motto dividi et impera il baluardo della sua psicopedagogia.