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Posted: Tue Jun 07, 2011 5:21 pm
by bibila
chi NON ha letto estivill pensa che sia un metodo crudele: ho letto un posto dove si diceva che etivill propone di lasciar piangere i figli nel loro stesso vomito: mi piacerebbe sapere a che pagina è scritto...
circa la tetta ad oltranza, mi chiedo "il bisogno di chi assolve?" spesso quello della madre; e poi "ad oltranza" significa fino alle elementari o meglio fino alle medie?
io mio figlio lo allatto ancora, e beve anche latte in formula se serve, mangia da più di un mese tutte le verdure, la carne, amche quella rossa, ed è un fiore! quando ho iniziato a svezzarlo pesava 8 chili 750, ora quasi 9. E' un bambino calmo e tranquillo, che quando vede il suo lettino si illumina e dorme come un papa! e così la pupa che è lei stessa che chiede di poter andare a letto...
...e non si tratta di lasciar piangere crudelmente i figli, ma di salvaguardare il loro diritto di piangere non per altro ma come affermazione della loro personalità, per dar loro la posibilità di trovare il modo di cavarsela, di trovare strategie di problem solving; pensate che ci sono bambini che non parlano se non tardino, anche dopo l'inserimento all'asilo; in molti di questi casi si è notato che è mancato loro lo stimolo alla parola perchè c'era sempre qualcuno che risolveva loro il problema: loro segnano col ditino e tutti lì ad eseguire; mi spiegate che bisongo ha quel bambino di parlare????
il problem solving è di fondamentale importanza per i bambini e quindi se al primo richiamo si sfoderano tette (per tappar loro la bocca molto spesso...) e si trovano soluzioni il più delle volte variegatissime (vuoi questo? quello? quell'altro? hai caldo, freddo sonno fame sete???? nooo?? tò la tetta allora...) come abituiamo i figli a risolveri i problemi da soli???
pensate che un domani, il datore di lavoro risolverò loro pi problemi? o che vostra nuora vi sostituisca nel ruolo materno? o che vostro genero in quello paterno????
vogliamo essere dei genitori allora?

Posted: Tue Jun 07, 2011 5:23 pm
by val3nt1na
io penso che la nostra vita dopo la nascita dei figli non può e non deve essere come quella che avevamo prima.


non è un martirio, è una scelta che abbiamo fatto consapevolmente.

Posted: Tue Jun 07, 2011 5:24 pm
by lenina
bibila wrote:chi NON ha letto estivill pensa che sia un metodo crudele: ho letto un posto dove si diceva che etivill propone di lasciar piangere i figli nel loro stesso vomito: mi piacerebbe sapere a che pagina è scritto...
io l'ho letto.
Penso che dica cose false e parta da principi completamente falsi che non rispondono a nessuno studio
circa la tetta ad oltranza, mi chiedo "il bisogno di chi assolve?" spesso quello della madre; e poi "ad oltranza" significa fino alle elementari o meglio fino alle medie?
Quanti bimbi allattati vedi alle medie :mumble:
...e non si tratta di lasciar piangere crudelmente i figli, ma di salvaguardare il loro diritto di piangere non per altro ma come affermazione della loro personalità, per dar loro la posibilità di trovare il modo di cavarsela, di trovare strategie di problem solving; pensate che ci sono bambini che non parlano se non tardino, anche dopo l'inserimento all'asilo; in molti di questi casi si è notato che è mancato loro lo stimolo alla parola perchè c'era sempre qualcuno che risolveva loro il problema: loro segnano col ditino e tutti lì ad eseguire; mi spiegate che bisongo ha quel bambino di parlare????
il problem solving è di fondamentale importanza per i bambini e quindi se al primo richiamo si sfoderano tette (per tappar loro la bocca molto spesso...) e si trovano soluzioni il più delle volte variegatissime (vuoi questo? quello? quell'altro? hai caldo, freddo sonno fame sete???? nooo?? tò la tetta allora...) come abituiamo i figli a risolveri i problemi da soli???
pensate che un domani, il datore di lavoro risolverò loro pi problemi? o che vostra nuora vi sostituisca nel ruolo materno? o che vostro genero in quello paterno????
vogliamo essere dei genitori allora?
Secondo me i bimbi non hanno bisogno di piangere.
non è normale che piangano.
Fosse normale ci saremmo estinti.
il pianto esprime un bisogno.
E il genitore è li per aiutare a risolverlo finchè il bimbo non può fare da solo.

Parliamo di neonati non di adolescenti.
Pian piano la loro capacità di risolvere i problemi da soli aumenta.
E senza bisogno di lasciarli piangere.

Estivill e metodi simili servono ai genitori non ai bambini