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Posted: Tue Jul 19, 2011 8:50 am
by Daria
viola 52 wrote:Daria, se non sbaglio, il dott. Di Rienzo non entra più in questa sezione.
a comunque sul forum ci sono fior di psicologhe che certamente sapranno rispondert.
Io posso passarti un po' della nostra esperienza.
Manu si è fatta seguire prima con più frequenza poi mano a mano colloqui più diradati.
Come dice Ila, ci sono tappe più o meno comuni, ma non si può farne un vademecum, perché immagino che le persone e le loro reazioni siano anche correlate al loro carattere, allo stile di vita.
per te, poi che continui a lavorare dove prima c'era tuo padre, immagino che il processo di elaborazione sia più complicato.
spero tu riesca a trovare le risposte che cerchi.
ti abbraccio forte.
Enza questa sezione adesso e' seguita dalla dottoressa Alessandra Rotondi
Posted: Tue Jul 19, 2011 8:50 am
by Daria
sol wrote:L' infarto di mio padre è stato una dura botta, immagino il tuo stato d' animo. Immagino quanto sia difficile lavorare nel " suo" ambiente, dove ancora lo respiri. Non c'è età, non c'è un limite alla sofferenza del perdere un genitore. Ho letto che sei già in terapia per elaborare il lutto, bene, è importante.. Ti abbraccio forte, Daria.
ecco infatti, e' proprio questo, lavorare dove ho lavorato e vissuto con lui
non mi da tregua...
grazie a tutte per gli abbracci ragazze
Posted: Tue Jul 19, 2011 9:17 am
by sbirulina
Daria io sto come te. Sono passati quasi tre anni da quando papà all'improvviso é andato via eppure ancora oggi spesso (quasi sempre) penso a lui e ributto indietro le lacrime. Ieri ho preso le chiavi della nostra casa e avrei voluto lui lì con me, sarebbe stato proprio orgoglioso!
La cosa tremenda è che adesso che sono lontana posso far finta che lui ci sia ancora per poi star più male quando realizzo che non è così!
Scusami, forse non è il caso di scrivere queste cose ora ma é solo per spiegarti quanto ti sia vicina e quanto spesso tu sia nei miei pensieri.