infatti il discorso è che in generale il nido insegna, si rifanno a tabelle tipo la Beller che dicono a che età un bambino deve saper fare certe cose e se non le fa si concentra l'attenzione su quelle senza quindi seguire le particolarità e i tempi di quel bambino. Lo stesso fanno gli specialisti, poi c'è quello più flessibile e quello più inquadrato, quello coi pregiudizi e quello che non ne ha ma di fatto proprio perchè è parte del loro lavoro, il bambino va inquadrato per cui se a tot mesi non fa una cosa, deve essere incoraggiato a farla.nove wrote:Ma secondo voi che cosa vuol dire aiutare il distacco dalla figura materna?
ioo ho sempre cercato con Marco di aiutarlo a fare da solo, mentr ela nonna a 3 anni lo imboccava ancora. Però ho isto che non ottenevo risultati. E come posso insegnargli a fare a meno di me se mino alla base le sue sicurezze non accontentandolo se mi chiede accudimento?
Parlo in generale, Marco ora è abbastanza autonomo.
Però per esempio è stato brontolato alla materna perché con un paio di pantaloni piuttosto duro non riusciva a riagganciarsi dopo aver fatto pipì; avendoci messo troppo è stato aiutato ma anche rimproverato con la frase: hai sei anni e devi saperlo fare. Lui a casa mi disse mortificato: mamma, io sei anni ancora non ce li ho...
E la psicomotricista mi riferì che aveva raccontato anche a lei la cosa e lei lo aveva rassicurato dicendogli che pian piano avrebbe imparato. E che secondo lei le maestre avrebbero dovuto parlarne co me, invitandomi a mettere pantaloni consoni, piuttosto che umiliare il bambino.
Di fronte a episodi del genere mi chiedo: quanto il fatto di rendere i bimbi piccoli indipendenti risponde a un loro effettivo bene e quanto invece è frutto di una spinta della società perché creino meno problemi possibili?
Quando vedo al ido dei bimbi veramente piccoli che sono in grado di versarsi l'acqua da soli, un po' mi rendo conto che un bimbo ha grandi risorse e che spesso lo sottovalutiamo; ma dall'altra parte mi chiedo se non sia una forzatura imporgli di crescere ai nostri ritmi piuttosto che ai loro...
Edit: Sole, non avevo letto, postavo insieme a te, è un po' quello che dici tu!
Spesso anche a casa si tende a fare questo errore e a voler accorciare i tempi. Quando il bambino sta appena sdraiato lo mettiamo a pancia in giù o lo teniamo seduto nel passeggino, nella sdraietta o sorretto da cuscini. Appena si siede gli offriamo le mani perchè si alzi in piedi, appena si alza in piedi cerchiamo di incoraggiarlo a camminare....
Ma a casa (o in un "nido" come il mio) si parte dal bambino, non da tabelle, si rispettano i suoi tempi e si assecondano le sue inclinazioni, non si incoraggiano cose per cui non mostri interesse pur dando la possibilità di fare, se lo vuole.
Io non ho mai detto a Sveva che doveva versarsi l'acqua da sola, a forza di vedere noi ha iniziato a volerlo fare lei. Non so se presto o tardi rispetto ai bambini del nido, sicuramente quando LEI era pronta e curiosa e desiderosa di farlo.
E secondo me questa è la strada più giusta.





