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MatifraSo wrote:Cate, so che non è nelle tue corde, ma magari prova tu a salutarle per prima.
Magari loro ti saluteranno e dari il via ad un rapporto un po' diverso (non si sa mai, potrebbe tornare utile nel futuro).
Magari non ti cagheranno di striscio e così saprai con chi hai a che fare.
Io ho salutato per prima.
E una mi ha risposto.
Alchè avrei potuto avvicinarmi anche di più e dire CIAOOOOO cosicchè anche le altre due si voltassero.
Non l'ho fatto.
Avrei potuto chiedere com'era andato il primo giorno di asilo, ma parlavano così fitto che non riuscivo ad insinuarmi nel discorso.
vabbhè...
"Non ci sono estranei, qui. Solo amici che non abbiamo ancora incontrato" (Yeats)
p.s. alla mattina Kily è una delle prime, sarà la quarta che entra all'asilo, quindi non incontro un cane di nessuno. Alle 13 appena un pò di più, ma poca roba.
"Non ci sono estranei, qui. Solo amici che non abbiamo ancora incontrato" (Yeats)
MatifraSo wrote:Cate, so che non è nelle tue corde, ma magari prova tu a salutarle per prima.
Magari loro ti saluteranno e dari il via ad un rapporto un po' diverso (non si sa mai, potrebbe tornare utile nel futuro).
Magari non ti cagheranno di striscio e così saprai con chi hai a che fare.
Io ho salutato per prima.
E una mi ha risposto.
Alchè avrei potuto avvicinarmi anche di più e dire CIAOOOOO cosicchè anche le altre due si voltassero.
Non l'ho fatto.
Avrei potuto chiedere com'era andato il primo giorno di asilo, ma parlavano così fitto che non riuscivo ad insinuarmi nel discorso.
vabbhè...
se tu hai salutato sei a posto. ti stupisci che ci sia gente antipatica in giro?
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)