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Laste wrote:Alessia io sto riflettendo molto su questo argomento in questi mesi.
Mi sono resa conto di identificare il mio amore per loro con la cura che ho di loro.
Spingere dario a vestirsi da solo, o Ruggero a tornare dal basket da solo, mi sembrava smettere di mostrargli il mio amore.
Sto lavorando moltissimo sul trasmetterglielo in modi diversi che non siano cura fisica.
Non so se sono andata ot ma il tuo post unito a tanti pensieri del genere me li ha richiamati alla mente
Anche a me fa un certo effetto dire a greta: " ora sei grande, puoi andare a letto da sola".
Da una parte provo il sollievo e dall'altra la malinconia.
Difatti ho trovato una sana mediazione che non sia ritornare sui miei passi:
Greta ora va a letto da sola, si lava i denti e si infila sotto le coperte, una decina di minuti dopo io vado a salutarla con la scusa delle persiane da chiudere.
Mi pare una buona via di mezzo :red:
Greta 4 febbraio 2006 "Mamma lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronti su mobili e sui muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua mano "
Non c'e' montagna piu' alta, di quella che non scalero'... ( jovanotti )
mi sono commossa anche io e capisco bene cosa provi..
mamme però lo siamo per sempre e il nostro amore e l'aiuto che diamo loro cresce e cambia (non finisce) con il loro crescere.. la malinconia resta ma se accettiamo questo vedremo il bello e lo stupore di tutte le fasi, comprese quelle "da grandi"..
un abbraccione
Caterina wrote:Nel mio caso non è voglia di un altro figlio, ma voglia di sentirmi importante per qualcuno. Di avere qualcuno che dipende da me. Di avere qualcuno che mi ama col trasporto semplice e genuino di un bambino.
E' egoistico e non è un bel sentimento.
Non si può continuare a sfornare figli per il gusto di sentirsi utili e/o amati.
La bellezza della vita è crescerli e vederli diventare grandi, adulti capaci e sereni, adulti leali e persone per bene GRAZIE (non solo) al nostro apporto di madri/genitori.
La soddisfazione massima sarà guardarli una volta uomini e donne e pensare: sì, tu sei l'uomo che io volevo tu diventassi.
è chiaro che non intendo sfornare figli per capriccio, per me le famiglie numerose sono sempre state oggetto di grande interesse e ammirazione, ammiro le mamme che riescono a gestire famiglie numerose, ammiro la loro dedizione, la loro vocazione e credo di averla anche io, malgrado il mio scarso livello di pazienza.
io nella mia vita amo prima di tutto la mia famiglia, anche prima di me stessa.
la tua ultima frase di sicuro è il traguardo che tutti vorremmo raggiungere. e sono certa che le "manone" di domani ci regaleranno altrettanta tenerezza.
vedo mio padre che fa le foto a sua madre che ha quasi 90 anni mentre prepara la pizza, vedo nei suoi occhi l'amore di un figlio e so che lo vedrò anche negli occhi dei miei quando saranno grandi.
ma è un insieme troppo complesso di sentimenti e emozioni, troppo per il mio cuore fragile.
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)