amo il mio lavoro sì, mi piace davvero tanto quello che faccio (anche se vorrei fare qualcosa di più utile ambientalmente, ehehe, l'elettromagnetismo è un po' una paranoia sterile!) e mi dà orgoglio che proprio io possa lavorare per una grande azienda (in sub sub sub appalto eh!)Lella wrote:ma infatti sono posizioni diverse, e in più tu ami proprio il tuo lavoro, almeno così' sembraChiara wrote:ah beh calma, io ho una gioiosa partita iva e se consegno dieci progetti prendo x per 10, se ne ho solo uno prendo x e tanti saluti. Se fossi dipendente (il mio sogno proibito ahaha) non so davvero come potrei sentirmi "giustamente pagata", forse non avrebbe nemmeno senso!Lella wrote: ecco questo sarebbe fondamentale
Anche se per come sono fatta io che ho bisogno di programmare i tempi e le cose da fare non mi piacerebbe proprio dover affrontare un imprevisto lavorativo.![]()
Si va verso una richiesta maggiore di elasticità che a mio avviso , soprattutto per chi ha famiglia, e come sempre soprattutto per le donne, diventa penalizzante.
il lavoro flessibile sarebbe "non penalizzante" se fosse equo, un giorno ci rimetto e un giorno ci guadagno! ok mi fermo un'ora in più ma domani mi serve iniziare un'ora dopo e me la prendo! a livello concreto non so come si potrebbe stabilire questo scambio, i datori di lavoro di solito pretendono e basta! serve tanta tanta intelligenza e attenzione all'ambiente lavorativo, che sia sereno, che sia attento alla persona.

