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Luvetta wrote:Salvo poi sentirmi una pessima madre quando torno a casa, preparo la cena, metto a posto i bimbi e mi rimangono solo quindici minuti d'orologio per stare davvero con loro. Quindici minuti su un'intero giorno, che non tornerà più.
ecco con questa tua affermazioni mi ricordi di aver letto, non so più quando non so più dove, che la nostra generazione come genitori è molto permissiva verso i propri figli perchè vive una sorta di senso di colpa continuo per il tempo assorbito dal lavoro.
questo comportamento è comunque sbagliato perchè denota l'ammissione di una colpa (presunta) che il bambino percepisce come tale ed il cui effetto secondario è una carenza di regole educative.
capisco il senso di colpa interiore, ma non si dovrebbe cadere nel comportamento permmissivo a scopo compensatorio: il bambino ha bisogno di regole ed educazione, sia che lavoriamo sia che non lavoriamo e mancare a questo ruolo è il vero problema, non quello di lavorare.
per ovviare al fatto di essere fuori casa e vederli meno di quanto si potrebbe (sempre che risulti davvero una carenza..), si possono trovare altri modi di "recupero" affettivo:)
Luvetta wrote:Salvo poi sentirmi una pessima madre quando torno a casa, preparo la cena, metto a posto i bimbi e mi rimangono solo quindici minuti d'orologio per stare davvero con loro. Quindici minuti su un'intero giorno, che non tornerà più.
ecco con questa tua affermazioni mi ricordi di aver letto, non so più quando non so più dove, che la nostra generazione come genitori è molto permissiva verso i propri figli perchè vive una sorta di senso di colpa continuo per il tempo assorbito dal lavoro.
sicuramente è vero e probabilmente è sbagliato però scusate, umanamente e mammescamente, come puoi, dopo una giornata che non vedi tuo figlio e che lui giustamente è pure un tantino incazzato per questo, passare quelle poche ore a rimproverarlo o a dirgli di no in continuazione. Cioè io non ce la faccio. A volte gli dico: "si ma solo per questa sera eh!" cercando di fargli capire che è un'eccezione. Lui ancora non capisce a cosa è dovuta la eccezione ma capisce che la regola è un'altra. QUando sarà più grande questo giochetto non potrò più farlo, mi rendo conto, ma forse allora potrò contare di più sulla spiegazione dei perché!
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