b71 wrote:Ti leggo con interesse Chiaretta, però
alla diversità che aiuta i bimbi c'è una diversità
che non aiuta noi, che se talvolta illumina e apre
nuove prospettive, altre volte incrina delle sicurezze.
Io credo che sia giusto avere un papà e una mamma diversi,
giusto e normale, perché un uomo non è una donna e un papà
non è una mamma. Ma quando c'è un metodo, uno stile,
una prassi educativa credo sarebbe meglio avere poche regole chiare
che non una molteplicità di visioni. Questo quando i bimbi sono piccoli-
sono invece convinta che crescendo apprezzeranno molto
le diverse sfaccettature di noi genitori.
si certo, il problema maggiore resta quello di due adulti che si trovano a fare i conti con le proprie e normali insicurezze. ma la sicurezza di avere un comportamento corretto te la darebbe semplicemente il fatto che questo fosse condiviso dal tuo partner? potreste sbagliare entrambi e non rendervene conto, la vostra sarebbe una sicurezza di certo, ma solo interna a voi due.
sulle poche regole chiare sono d'accordo, ma quelle fondamentali.
per il resto, siamo davvero convinti che cresceranno repressi se devono stare a tavola fino alla fine del pasto o al contrario cresceranno selvaggi se acchiappano un pezzo di prosciutto e corrono a giocare?
la verità dell'educazione te la da l'osservazione di tuo figlio, non una qualsiasi teoria nè linea educativa: guardarlo in due, osservarlo, parlare di lui, di come lo vedete, lo immaginate, ne interpretate il comportamento...bisogna conoscerli insieme, i figli, rappresentarseli anche in coppia oltre che come singoli. A volte i comportamenti dei genitori sono così agli antipodi perchè la rappresentazione che hanno del figlio è molto diversa.
Uno stesso bambino può essere visto timido ed indifeso da un genitore e furbetto e monello dall'altro. Modificare la rappresentazione è molto difficile, è vero, ma è utile ad esempio impostare un dialogo del tipo: Io vedo N. così (timido, capriccioso, arrogante, ...) perchè ha fatto questo (e dire comportamenti oggettivi, reali, concreti). Magari lo stesso comportamento è visto dall'altro genitore come segnale di un altro stato emotivo. Ecco che si dialoga non su sè stessi ma sul figlio, lo si conosce insieme..
E se la prossima volta nostro marito (o moglie) avrà un certo tipo di reazione, forse ne comprenderemo il perchè e sarà un passo avanti..in un cammino che durerà tutta la vita.
