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Rie wrote:Dopodiché... di buono c'è che sia alla seconda sia alla terza generazione è stata data la possibilità di scegliere. Una fortuna non da poco, visti i SECOLI in cui così non è stato.
Non credo che la terza generazione, se intendi la nostra, abbia la possibilità di scegliere. Nella maggior parte delle famiglie, non si può scegliere di non lavorare, che è quello che porta la maggior parte delle acrobazie necessarie.
Non saprei, Sheireh...
Sono confusa, riflettendo su questo punto.
Ad esempio dal dato sulle donne lavoratrici, bassissimo in Italia rispetto ad altri paesi europei. Chi sono? Donne disoccupate? Che non cercano? Che hanno modulato diversamente l'acrobazia? Che hanno accettato di abbassare il tenore di vita pur di godersi i figli?
Sono sicura però di una cosa.
Mia nonna, nata nel 1907, aveva una gamma di scelte che NON era minimamente paragonabile a quella delle altre due generazioni.
E' questo che volevo significare nella frase che hai citato.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag" (David Grossman)
concordo cos, l'ultimissima generazione sta tornando indietro. Forse uno dei motivi è da ricercare nell'educazione di adesso: troppo benessere, troppe pappe scodellate ed ecco che le "acrobazie" costano troppo sacrificio. La nostra generazione ha imparato, dalle mamme "moderne", a fare dei sacrifici proprio per poter conciliare maternità e indipendenza ed è per questo che le quarantenni di oggi o giù di lì optano spesso per la formula lavoro+famiglia. Le ventenni forse ambiscono ad una maggiore tranquillità e quindi forse in questo si assiste ad un ritorno indietro, alla rinuncia o al disinteresse per quei diritti che le donne hanno da poco conquistato.
C'è da dire però che il contesto sociale di oggi è molto diverso da quello in cui vivevano le nostre nonne e quindi le madri "classiche" e per questo credo che questo "revirement" creerà comunque delle donne-madri classiche ma diverse, perché è vero che le giovani donne di oggi magari preferiscono fare le mogli e le madri ma hanno di questi ruoli una visione falsata, tutta festine e parchi giochi, ma la mentalità è quella libera, quella di donne che comunque non vogliono catene, donne che non sono votate a Dio, al marito e alla famiglia, donne che non verranno mal giudicate se resteranno sole. Vedremo cosa salterà fuori se veramente il trend delle future mamme sarà quello di ritornare angeli del focolare. Del resto anche la mentalità maschile è cambiata e quindi il rapporto nella coppia sarà comunque diverso rispetto a quello di sessanta anni fa.
Cara Shrieh, è bello sapere che qualche mamma di oggi preferisce il calore della famiglia, l'accudimento 24 ore al giorno della propria casa, dei figli, del marito. Certo è un modello - cui io sento di non appartenere affatto - che però richiede una fiducia incondizionata nella vita di coppia, perché un domani, le donne che scelgono questo tipo di vita, potrebbero dover fare i conti con figli grandi che se ne vanno, un rapporto di coppia che non dà più emozioni,che non soddisfa più e magari con qualche rimpianto di troppo. io ovviamente la vedo così perché ho questa forte spinta indipendentista, perché non mi concepisco nel ruolo di madre e basta e ancora meno in quello di moglie e basta, perché la mia persona si sente realizzata su fronti diversi e quindi io mi vedo in tutto e per tutto una "post-moderna". Sicuramente ho sacrificato qualcosa a mio figlio ma sarei di gran lunga una madre peggiore se mi imponessi di stare tutto il giorno a fare la mamma, perché la mia indole più profonda ha bisogno anche di altro.
Il libro ve lo consiglio. è una lettura gradevole, scorrevole e molto costruttiva . Elena Rosci "mamme acrobate" edito da rizzoli con prefazione di Silvia Vegetti Finzi.
"Rinnegare le proprie esperienze significa mettere una menzogna sulle labbra della vita" (Oscar Wilde - De Profundis)
Ho un cervello, so sillabare. Aderisco alla campagna per eliminare il linguaggio da sms dal Forum
Un solo raggio di sole può rischiarare centinaia di ombre
Dammi il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare; la forza per accettare le cose che non posso cambiare; la saggezza per capire quali sono le une e quali le altre
kia wrote:Cara Shrieh, è bello sapere che qualche mamma di oggi preferisce il calore della famiglia, l'accudimento 24 ore al giorno della propria casa, dei figli, del marito. Certo è un modello - cui io sento di non appartenere affatto - che però richiede una fiducia incondizionata nella vita di coppia, perché un domani, le donne che scelgono questo tipo di vita, potrebbero dover fare i conti con figli grandi che se ne vanno, un rapporto di coppia che non dà più emozioni,che non soddisfa più e magari con qualche rimpianto di troppo. io ovviamente la vedo così perché ho questa forte spinta indipendentista, perché non mi concepisco nel ruolo di madre e basta e ancora meno in quello di moglie e basta, perché la mia persona si sente realizzata su fronti diversi e quindi io mi vedo in tutto e per tutto una "post-moderna". Sicuramente ho sacrificato qualcosa a mio figlio ma sarei di gran lunga una madre peggiore se mi imponessi di stare tutto il giorno a fare la mamma, perché la mia indole più profonda ha bisogno anche di altro.
Sì, sicuramente la fiducia totale è indispensabile. E anche questa deriva molto dalla famiglia in cui si è vissuti, dagli esempi che si è avuto.
La realizzazione come donna per me riguarda esclusivamente l'ambito "privato": essere una buona moglie (per un marito che se lo merita), essere una buona madre, e anche, perché no, essere una buona figlia. Ed essere felice di esserlo. Sottolineando il fatto che buona non significa "sottomessa" a questi ruoli, ma essere conscia degli impegni, dell'affetto, dei sacrifici, di tutto ciò che è necessario, ed essere in grado di tenere testa a tutto.
"Mi viene in mente solo un'espressione leggendoti: pacha mama ossia madre terra in lingua quechua" - Marylizard