dani69 wrote:mio figlio fa' la terza elementare, e a quell'eta', il metodo didattico è estremamente importante...io lo seguo molto, gli amplio la spiegazione, se ve ne è necessita' , ma se mi rendo conto che un concetto basico non lo ha assimilato gli dico di dirlo il giorno dopo alla maestra e che gli dia nuovamente la spiegazione....col suo metodo che non è il mio, non puo' essere il mio....l'unica cosa sulla quale mi soffermo con maggiore attenzione è il concetto di contemporaneita' ...mi spiego se studia storia e fa' il neolitico...faccio in modo di collegare quei fatti con le altre materie tipo scienza....geografia...
con questo intendo abituarlo ad uno studio che sviluppi un collegamento fra le materie...cosa che purtroppo no si fa' o si fa' poco.....abituarlo ad una visione complessiva... non al fatterello imparato a memoria che non da' nulla....anche perche' sono convinta che le elementari siano.. La..scuola, e che le basi imparate li' , cosi' come il metodo d'apprendimento, tanto quanto il metodo di studio e l'applicazione ad esso...sono fondamentali basi per il fututro.... sta' tutto nel trovare l'insegnante che riesce a stimolare i bambini che ovviamente da soli preferirebbero dedicarsi ad altro.......
in piu'ritengo indispensabile, in italiano, l'uso del vocabolario...cosa che fa' a scuola...ma che stimolo a fare anche a casa....molto spesso i bambini, nel leggere si trovano innanzi ad espressioni che, ovviamente, non conoscono...ed il fatto di passarci su' senza conoscerne il significato, non mi piace....
Il problema della pappardella emerge proprio in terza.....con l'introduzione della storia e geografia interrogata.......ed i vocaboli entrano prepotentemente in questo discorso che dici tu............il tralasciare e far comunque dire qualcosa che non si conosce per me non è produttivo.....ci sono delle parole che noi diamo pre acquisite ma che loro invece non hanno ancora interiorizzato e capito bene........
Oggi mia figlia di seconda ha esposto la sua prima lezione di geografia (al primo la maestra lo aveva spronato molto prima)........ed il suo cruccio è stato proprio questo.....utilizzare termini non conosciuti........
E' proprio difficile il mestiere di insegnante lo ammetto.........
Ma proprio qui entra in gioco la chiave che manca in Italia ossia la scarsa mobilità sociale.....dare una pari possibilità anche a dei bravissimi bambini che vengono da situazioni socio-culturali differenti ad ottenere un ottimo livello di preparazione.......ed avvantaggiare noi tutti di brillanti cervelli per la scoperta di importanti novità in campo scientifico e tecnologico..........
Un

a tutte........