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Posted: Fri Jun 05, 2009 10:08 pm
by Patrizia
lenina wrote:Un compito non fatto e un rimprovero della maestra non sono un dramma e una vergogna per il genitore.
Aiutano invece il bambino a capire che se non fai i compiti fa LUI brutta figura a scuola e idem se non sa la lezione.

Ma questo sono convinta che si impari più facilmente da piccoli, se si aspetta che un bimbo si responsabilizzi all'improvviso quando non si è più in grado di seguirlo è tardi.

I miei mi seguivano ma senza insistere e senza minacciare, se un compito non lo facevo pace, era affare mio (e quando è successo ci sono stata male e ho imparato)

anche io sono stata libera di fare come pensavo, di gestirmi il tempo (se volevo uscire di pomeriggio, parlo delle superiori, uscivo ... poi erano affari miei e in quinta liceo ormai avevo l'andazzo dell'alzarmi alle 5 per due ore di studio mattutino .. perchè di pomeriggio avevo altro da fare!), di fare le mie figuracce e prendere i miei IMPREPARATO... non solo: ho però goduto dei miei successi come frutto dei miei sacrifici e gioito alla grande dei mie voti (in crescendo man mano che procedevano gli anni scolastici)

ho sempre messo mia mamma al corrente di cosa facevo e avevo da fare perchè mi piaceva e al liceo spesso - per mio piacere - le dicevo "posso raccontarto cosa ho studiato?" e ripetevo la lezione mentre lei stirava o cucinava ...

ho anche nascosto le date dei compiti in classe e degli esami all'università, per non sentirmi stressata e quando - ovvio che mi sia capitato - un esame o cmpito in classe andava male, nessuno mi ha mai fatto sentire in colpa (solo me stessa argh!)

ecco, io desidero una situazione così

in effetti in questi giorni ci stavo pensando e questo post capita proprio al momento giusto: Sofia inizierà la scuola elementare e io che farò?

mi immagino di chiederle se mi mostra i quaderni perchè sono curiosa, perchè a me piaceva andare a scuola
mi immagino di chiederle qua e là cosa ha imparato
mi immagino di dirle sempre "se hai bisogno, possiamo guardare assieme"

l'unica cosa su cui so che insisterò è quella di fare i compiti, come regola (quasi) universale, quando la mente è fresca: no ai compiti serali post cena (parlo di elementari e medie .. poi alle superiori saranno fatti suoi)

Posted: Fri Jun 05, 2009 10:09 pm
by Cosetta
Come in tante altre cose penso che si debba avere l'elasticità di crescere col bambino e capire anche di cosa ha bisogno, perchè non sono tutti uguali.
All'inizio chiaramente gli si sta dietro soprattutto nell'organizzazione della giornata, magari anche mettendosi d'accordo ma un tot di tempo per i compiti ci deve essere come regola. Per lo svolgimento, un comportamento di osservazione: senza essere invadenti, si aiuta quando necessario e richiesto, ma se le richieste diventano eccessive ( su cose che potrebbero fare da soli) bisogna dare uno stop, magari senza farsene accorgere, che ne so, inventandosi qualche cosa da fare e dicendo loro di andare avanti soli...
E poi con la crescita in base all'indole del bimbo si vedrà se è più utile seguirlo in modo più vicino o meno, sempre però con ben chiaro l'obiettivo dell'autonomia.
Che però. come per il sonno e altre cose, non si raggiunge davvero con la costrizione, ma seguendo la giusta maturazione del bimbo, sennò è un'autonomia fittizia che non gli darà vera fiducia in se stesso. Secondo me.

Posted: Fri Jun 05, 2009 10:09 pm
by lenina
ma anche quello, per me è un bel voto era qualcosa che raggiungevo non il frutto di una costrizione.