io ho sempre deciso d'istinto.
Avevo voglia di bimbi da subito e infatti un mese e mezzo dopo il matrimonio ero incinta.
Quando abbiamo deciso per il secondo ci abbiamo provato e il nostro tardare è stato dovuto solo agli aborti che ho dovuto affrontare.
Adesso vorrei il quarto ma qui entra in gioco di più la testa che il cuore.
Mio marito non lo vuole perchè pensa che fino adesso non abbiamo fatto altro che correre e la nostra vita è già complicata così anche perchè le mie gravidanze sono state sempre complicate e nesuno potrebbe darmi una mano con la famiglia nel caso stessi male.
Io col cuore lo vorrei però la testa tante volte mi dice che già così siamo incasinati e dobbiamo vivere sempre sul filo del rasoio economicamente.
Diventando grandi bisognerebbe garantire loro la possibilità di studiare se lo desiderano e io già non so se potremo mantenerne 3 all'università....diciamo che impareranno presto cosa significa faticare per otenere ciò che desideri.
Mamme...testa o cuore?
Moderator: Paola
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Mokina
Rie wrote:Io credo che in una certa misura si debba seguire l'onda.
Casuali gravidanze a escluse, secondo me il cuore combatte la sua battaglia da sé, e se non la vince forse è bene che sia così. Perché se il cuore, la voglia di pancia, il bisogno di nuova vita sono potenti, difficilmente la testa ce la fa a frenarli.
Il momento giusto arriva da solo.
E a quel punto il castello dei doveri crolla come fosse di carta.
Li vedi con occhi nuovi, quei doveri. Ti sembrano piccoli, insignificanti, magari restano lì, a darti una punta di inquietudine, ma vengono travolti dal sogno di un nuovo viaggio di mamma.
Mi è successo per Federico.
Ero angosciata all'idea di rompere la simbiosi con il primogenito, afflitta da preoccupazioni economiche. Eppure, a un certo punto, ho SENTITO che era il momento giusto per me, per noi.
Attualmente la terza partita la stravince la testa. Sono troppo stanca e stressata da alex e fede, poco desiderosa di rivoluzionare la mia vita (lavoro stabile e tranquillo, casa piccola che andrebbe cambiata), oltre a quella dei due fratelli, che si adorano e non so bene come si porrebbero verso il terzo incomodo.
Ma il cuore è un giocatore tenace, perfettamente in grado di capovolgere le sorti della partita all'improvviso.
Metto in conto, questo sì, che alla fine possa perdere contro la testa.
Eppure ho la strana convinzione (spero non sia illusione) che se accadesse, sarebbe una sconfitta dolce, piena di fair play. Il cuore che si inchina, cala il sipario su un sogno, e mi strizza l'occhio perché in fondo la realtà, ovvero i due figli che ho già, sono una vittoria sufficiente. Per tutti: ragione e cuore.
Che splendide parole, volevo dire la mia, ma a questo punto non so che altro aggiungere!
Solo una cosa: quando si ragiona e si aspetta che arrivi il momento giusto, si corre il rischio che il momento giusto non arrivi mai! L'unico momento giusto che conosco è quello stabilito dal cuore...
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sagrina