hai fatto bene a spiegargli davvero che lavoro fai...magari però anzichè definirli "malati" prova ad usare un termine diverso, tipo "speciali" o meno fortunati, per non fargli credere che per esempio rischi di ammalarti a tua volta.lolla wrote:Grazie a tutte per il vostro supporto...Oggi e' andata un pochino meglio perche' dopo il pianto disperato si e' calmato e ha partecipato alle attivita'.
Vi chiedo aiuto anche per questa cosa:mi sono accorta che e' molto angosciato/arrabbiato all'idea che io vada la lavoro.Se gli dico che vado al supermercato e' piu' tranquillo nel momento del distacco.Ora,io sono sempre stata per la verita' ma mi chiedo fino a che punto sia corretto farlo stare cosi' male.Magari lui ha un'idea brutta del mio lavoro o forse e' geloso o forse immagina chissa' che...Io lavoro in un centro per ragazzi disabili che io chiamo POPINI.Gli ho spiegato che cambio loro il pannolone e che li aiuto perche' sono malati.Capisco che questo possa generare in lui gelosia o forse paura della malattia ma quando lui mi ha chiesto"Mamma,tu cosa fai al lavoro?" io ho pensato di dire la verita'.
Insomma,non so che pesci prendere...
spiegagli che sono persone nate diverse da noi e che quindi hanno bisogno del tuo aiuto e di quello delle colleghe, ma a mio parere potresti sorvolare sul fattore "malattia".
per il momento del distacco puoi anche dirgli che vai al super o da qualche altra parte, ma in generale per il futuro fossi in te non mentirei sul lavoro che svolgi.