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Posted: Tue Feb 02, 2010 3:55 pm
by Stefania72
mah, io per non fare differenze intendevo sulle cose pratiche.
Cioè, se compro un ragalo a uno lo devo prendere a tutti e 3 se no casca il mondo.
Se si va al cinema si va insieme perchè tutti vorrebbero andarci, se istituisco la regola che ai videogiochi si gioca un'ora la faccio rispettare a tutti se no iniziano:e, perchè lei può giocare di più?
Addirittura fanno casino se uno dei 3 va a più feste di un altro, io che ci posso fare?Devo contare pure gli inviti alle feste e rifiutare se non sono equi???
Poi è ovvio che Letizia avrà delle esigenze diverse dai gemelli prorpio per l'età.

Posted: Tue Feb 02, 2010 4:01 pm
by Rie
Lella wrote:Patty è una lotta continua nel dover giustificare tutto, sarà che io ho due maschi e sono in perenne competizione l'uno con l'altro!
Quoto la perenne competizione ahaha!

Io non posso permettermi di rischiare il caso diplomatico per così poco, ergo i regalini sono per entrambi, se è qualcosa che amano molto addirittura UGUALI (non posso crederci ma ho dovuto comprare due omnitrix di Ben10!).

Loro stessi tendono ad "allinearsi"... nel senso che Federico ha gusti e comportamenti più "da grande". Sia nei giochi (fin dai due anni schifava quelli da piccolo e puntava ai gormiti), sia nelle abitudini (a imitazione del fratello s'industria per raggiungere un maggior grado di indipendenza).

Perciò, mio malgrado, sono tendenzialmente costretta a non fare differenze.
Le uniche sono, se mai, nel mio approccio emotivo ai due fratelli, che sono diversi e richiedono talvolta reazioni o attenzioni diverse. Ad esempio nelle mie occasionali "terapie del figlio unico" con Alex devo assolutamente FARE qualcosa, perché è irrequieto e bramoso di nuove esperienze, mentre Federico vuole solo STARE con me, bastano le coccole nel lettone mentre gli leggo un libro per farlo felice.

Posted: Wed Feb 03, 2010 9:49 am
by Teresa
Io sono prima di tre figli, gli altri sono maschi.
Ho vissuto sulla mia pelle la “differenza” fatta da mia madre.
Differenza in quanto donna e in quanto apripista.
Differenze che io replico consapevolmente su Carla e su Mena.
Carla a tre anni era la grande (rispetto a Mena) e Mena oggi che ha tre anni e’ la “piccola” (rispetto a Carla).

A tre anni, quindi, una era bombardata di frasi del tipo “dai tu sei grande”
E a tre anni, l’altra, e’ bombardata di frasi del tipo “dai tu sei piccolina”

E’ inevitabile.
Per quanto possa contenerlo, e’ INEVITABILE.
Perche’ quando Carla aveva tre anni, magari voleva fare cose di un neonato (quello si trovava per casa!)
E ora che Mena ha tre anni magari vuole fare cose di un seienne (quello si ritrova per casa!)

Sono destini che vanno accettati (non subiti) prendendo tutto il buono che ciascuna di questa sorte porta in dote.

Di questo sono terribilmente convinta e molto serena.
So che l’essere PRIMA di Carla le dara’ (e le ha dato) tante opportunita’ come le ha dato e le dara’ tante incombenze
Per simmetria lo stesso ragionamento vale per Mena.

A noi genitori il compito di contenere gli argini facendoli vivere di tanto in tanto come se fossero figli unici, unici nel loro essere al mondo.
Amandoli allo stesso modo, dove per modo misuro l’intensita’.

e faccio pure fatica a ripeterlo, l’amore “di preferenza” e’ un amore patologico.