Posted: Mon Mar 15, 2010 10:21 am
Gwen wrote:Infatti....dicci come va a finire eh!
Mi mancano le ultime 100 pagine e per ora NON ha risposto in maniera soddisfacente alla domanda fondamentale: perché mai l'ambiente non possa essere inteso, fra gli altri frattori, anche come influenza dei genitori.
Porta molti esempi sul linguaggio dei figli degli immigrati, che invece secondo me si spiegano perfettamente con le teorie tradizionali, che lei cerca di confutare, del linguaggio + cultura dominante che attrae le nuove generazioni immigrate, e non c'entrano un tubo con l'assunto "i genitori non servono/il carattere degli individui dipende dal gruppo dei compagni".
Anzi, si è fatta supponente, al limite dell'insopportabile, per quanto il saggio sia ben scritto. Insulta parimenti Golding e Freud con inutile sacrcamo, e tutti gli odiati accademici ciechi, naturalmente.
L'irritazione ormai prevale nella mamma lettrice, rispetto all'intelligenza della provocazione, che sulla distanza, in tutta onestà, mi sembra svilita dalla polemica.
C'è un solo, ultimo capitolo che forse può servirmi a rivalutare la tesi di questo libro: "Cosa possono fare i genitori?".
Sono curiosa di arrivarci, visto che la risposta finora è stata: un biiiiiiip
