Posted: Mon Sep 12, 2011 12:33 pm
Lella wrote:Per rispondere a Nat, questo tipo di post può avere un approccio antipatico però di solito sono quelli che fanno più discutere rientrabili nella categoria bravi o pessimi genitori
E infatti il senso è proprio questo.Nat wrote:infatti a me non piacciono
con l'età che avanza (mia e dei figli) mi sento più affine ai post di "comprensione tra mamme stressate" (hahahah)
e non parlo di post di pat pat ma di consigli su come affrontare le difficoltà.
Mi piacerebbe CAPIRE perché c'è tutto questo nervosismo (riassumiamo in questa parola il tutto, anche se non è forse completa), e cosa si può fare, come genitore singolo, come genitore di un gruppo, come società in generale.
Quanto di questo è reale, quanto è indotto dalla propria situazione.
Perché io non lo vivo con autocompiacimento, ma lo vivo con un po' di amarezza, pensando a quante cose (non tutte, chiaramente, ma alcune sì) potremmo - tutti - cambiare e far meglio e quanto certe volte potrebbe bastare vedersi - tutti - dal di fuori e percepirci dall'esterno.
Un po' di motivi sono usciti, alcune "soluzioni" (fattibili o meno) sono trapelate, alcuni spunti forse ci sono.
Se poi qualcuno ci vuole leggere l'essere buono o cattivo genitore, per me può farlo, ma è un'interpretazione personale che si ferma ai casi singoli (che spesso son fatti solo per dare un'idea di quel che si parla, perché sennò si è tacciati di far troppa teoria); invece il discorso è di più "ampio respiro", e parla di società generica, non dicotomica tra buoni/cattivi, perché se la società che sento attorno è tutta incentrata su questi ritmi, su questi modi di fare, mi ci metto dentro pure io alla fine, perché qui ci si deve convivere e l'influsso lo si percepisce e ci cambia, e diventa ancora più difficile impegnarsi a fare le cose in modo "diverso".
Questi sono due esempi di risposta che ho letto con piacere, per dare un'idea:
la Martina wrote:Io invece la leggo come: è un problema - quello di non riuscire a godersi in serenità certi momenti di svago, per mille motivi - che abbiamo un po' tutti, la causa è sicuramente da imputare, almeno in parte, ai nostri ritmi lavorativi, chiedere tutti quanti il part-time nun se po', quindi cerchiamo una soluzione insieme.
Parliamone, anche per imparare a sclerare un po' meno, per ripeterci che le cose belle della vita sono queste (e in fondo lo sappiamo, sennò invece che al parco eravamo a dormire), per imparare a rilassarci nonostante il carico enorme di tensione e fatica e preoccupazioni che a volte ci investe.
Non ho pensato nemmeno per un attimo che Ilaria volesse stigmatizzare quelle famiglie che ha visto in preda a momenti negativi, ma che anzi siam qui a parlarne per darci forza l'un l'altra nel non farci sommergere e insieme cerchiamo un modo, difficilissimo, per andare incontro a chi del momento negativo è preda.
perelisa wrote:In giro si vedono tantissime situazioni..io ho adottato questo metodo: quando capita che mamma e papà sono stanchi e si capisce che non ce la farebbero a reggere una giornata fuori (o comunque impegnativa..) ci si guarda neglio occhi, si ammette che no, non è giornata e si fa altro..magari anche a casa, chessò..la pasta al sale, ma molto meno stressante per noi..ok che andare fuori è meglio, ma se manca lo spirito (o non è presente in tutti) si rischia solo di rovinare la giornata..insomma, si sa che se si fanno le cose controvoglia, vengono male..