Page 31 of 36

Posted: Thu Jun 11, 2009 3:03 pm
by marte71
Azur wrote:mah... c'è paese e paese, e all'interno dello stesso paese ci sono realtà molto diverse (campagna, cittadina o capitale del paese? famiglia non istruita o universitaria e cosmopolita? ecc ecc ecc)

Dei paesi arabi nello specifico non posso parlare perché non li conosco, ma in generale credo valga sempre la regola del "provare"... (io nel paese di mio marito com'era 10 anni fa non ci sarei mai andata, com'è ora ci penserei, se non ci fossero i nonni che invecchiano e i bambini da mandare in prospettiva all'università...)
guarda io conosco l'egitto, che è uno dei più aperti ed evoluti. manco un mese potrei vivere lì.
di dove è tuo marito?

Posted: Thu Jun 11, 2009 3:59 pm
by Sharazade
Comunque, da qunato mi è parso di capire, il marito di ilfo e la sua famiglia sono davvero persone moderate. E' che magari in Italia il moderato lo puoi fare benissimo, altrove un pò meno. Ecco perchè anche io avrei il terrore di una eventuale trasferimento.

Posted: Fri Jun 12, 2009 10:41 am
by ilfo
marte71 wrote:tanto di cappello a tuo marito! in genere quando ci sono convinzioni così radicate da farti rispondere è scritto lì e io ci credo, è difficilissimo che si discerna dal proprio pensiero.

posso farti una domanda scomoda? puoi naturalemente non rispondermi, ma mi è sorta spontanea quando hai detto che saresti disposta a trasferirti in marocco. non hai paura che in terra straniera e forse "leggermente" ostile per usi e costumi, le cose potrebbero non essere semplici?
giusto ieri sera ho visto un film del '91 che si intitola "mai senza mia figlia".
questa la storia:
Betty, donna forte e intraprendente, è felicemente sposata con Moody (un medico iraniano che da vent'anni vive in America), e ha una bambina di nome Mahtob. La loro vita sembra perfetta fino a quando una telefonata dei parenti di lui, a Teheran, non lo convince a far loro visita per due settimane e fargli conoscere moglie e figlia. Betty ne è inizialmente spaventata, ma dopo aver visto il marito giurare sul Corano che non sarebbe capitato loro niente di male e alla fine delle due settimane stabilite sarebbero tornati a casa, parte tranquilla. Al principio vengono accolti con una grande festa, ma lei rimane un po' turbata da alcune piccole cose (dover mettere per forza il chador anche se è americana, dover passare accanto ad un agnello ucciso in segno di buon auspicio, il fatto che i suoi suoceri trovino strano che lei faccia docce due o tre volte al giorno, la difficoltà con cui riesce a comunicare con loro...).
I parenti di Moody sono tutti musulmani fervidamente praticanti, di mentalità chiusa, che vivono male l'integrazione di lui negli Stati Uniti. Così, giorno dopo giorno, cercano di coinvolgerlo sempre di più nel seguire con loro le preghiere al mattino, a fargli riacquisire alcune vecchie abitudini, da tempo abbandonate... e nel momento in cui viene licenziato, decide che la sua famiglia non sarebbe ripartita mai più. Per Betty è la fine: cerca di ribellarsi, ma viene continuamente controllata da tutta la famiglia di Moody, lui da padre e marito affettuoso e premuroso diventa prepotente, intollerante, manesco, e la opprime fisicamente e psicologicamente. Secondo la legge iraniana infatti, la moglie è proprietà del marito quanto i figli, e più volte Betty si vede sottratta Mahtob, ora iscritta ad una scuola islamica. In seguito, Betty riceve la telefonata di sua sorella: il padre in America è malato di tumore e sta per morire. Moody le dice che può tornare a visitarlo, restare quanto vuole, ma deve lasciare Mahtob qui, e tornare dopo aver liquidato tutti i loro beni e venduto la casa. Betty non sa più di chi fidarsi per uscire dall'incubo, quando a un certo punto intravede una via d'uscita...alla fine riesce a scappare con la figlia, grazie anche all'ambasciata americana. insomma un incubo!

ok è un film, ma di queste storie negli anni ne abbiamo sentite a iosa purtroppo. tu che ne pensi?
Guarda, non è una domanda per niente scomoda. Prima di tutto noi ne parliamo solo come ipotesi ma ancora non c'è niente di certo. In realtà quello di cui parliamo spesso è l'andarcene di qui, dove non si sa. Lui ovviamente propone Marocco perchè è il suo paese ma è aperto a tutte le idee.
Ovvio che sono preoccupata,ma lo sarei anche se dovessi trasferirmi in qualsiasi altro paese straniero!
Riguardo ai film ne avevo visto uno simile su un canale marocchino con sottotitoli francese: lei francese con una figlia e un figlio adolescenti e il marito marocchino. Lui non diventa manesco ma il problema sta nel fatto che lei non è in grado di frenare i figli, di farli comportare in modo "adeguato" al posto in cui si trovano e finisce che marito e moglie litigano continuamente fino a separarsi.
Vabè è un po diverso da quello che dici tu, in quello che ho visto io il problema era più che altro l'integrazione dei figli che cresciuti in Francia non riuscivano a sopportare l'idea della vita in Marocco.
Secondo me il problema maggiore sarebbe proprio quello, se a mio figlio non piace stare li come faccio a viverci felice?
Riguardo all'atteggiamento di mio marito non penso che cambi una volta trasferiti in Marocco e se lo facesse me ne andrei, non sopporterei un altro padrone nella mia vita.
Lo so che una vacanza è diversa da una vita, ma quando sono stata là un mese lui mi ha solo detto che magari potevo evitare cose scollatissime. Un giorno, scocciata dal fatto che mi dicesse cosa non fare mi misi una canotta moooolto scollata, lui mi disse solo "se va bene a te, ok".
Lui mi aveva detto di evitarla solo perchè sapeva che se fossi andata in giro così tutti si sarebbero girati a guardarmi perchè non abituati a un certo abbigliamento e io mi sarei sentita a disagio perchè non mi piace stare al centro dell'attenzione.
Quindi non mi avrebbe mai costretta a fare niente e siccome mi fido di lui so che non mi costringerà mai.

Aggiungo solo che Marocco e Iran sono paese molto diversi tra loro: in Marocco la maggioranza è musulmana sunnita (cioè seguono la Sunna, le tradizioni del Profeta) mentre in Iran oltre alla lingua che è persiana e non araba, sono prevalentemente sciiti (seguono Ali, cugino e cognato del Profeta), e hanno abitudini e riti molto differenti, così come la considerazione della donna.
In Marocco non sei obbligata a mettere lo shador e non governano delle autorità religiose. Puoi girare in minigonna così come con tutto coperto esclusi mani e piedi. Diciamo che in Marocco possono sorgere problemi se la famiglia è molto fissata con certe cose ma nella famiglia di mio marito non si fanno problemi di sto tipo.
Spero di averti risposto :cisssss: