Ciao Paola, ti avevo snobbato il post perché speravo di esserne fuori, almeno per ora (ai miei tempi il catechismo iniziava più tardi). Invece oggi pomeriggio ho appreso per caso che partono dalla prima a fare catechismo.
Ho battezzato alex, a due anni per altro, dopo lunga riflessione, convinta di poter fare quel cammino e accompagnarlo; di poter ripensare il mio tendenziale agnosticismo in nome di qualcosa che trovo positivo, nonostante Ratzinger :P
Si vede che non ho riflettuto bene

L'ho battezzato per dargli un'ipotesi meno materialista, una speranza, qualcosa di meglio del vuoto spirituale che avverto in me stessa. Ma ora-subito-adesso, Alex a catechismo non ce lo vedo. Mi sembra un'imposizione e un impegno di troppo, in un momento delicato della sua vita per l'impatto faticoso con la scuola. Quanto a me, mi ci vedo anche meno di lui.
In città non c'è nemmeno un po' di sano conformismo tra bambini che si ritrovano e vanno tutti insieme, a soccorrere il genitore confuso ahaha!
... la logica mi sta dicendo che ho fatto un'emerita sciocchezza a battezzare alex e fede.
Eppure c'è una vocina che mi dice di no, nonostante il tipo di cammino familiare che richiedono le parrocchie, e che lascia a me la scelta fra la violazione della promessa del battesimo e la pura ipocrisia + costrizione per il bambino (alex a messa l'ho portato poche volte anche perché è stata una tragedia: rincorrerlo per le navate e basta).
Mi sento a disagio, non so proprio che fare.