marte71 wrote:ah trovi?
io invece la penso diversamente. chiedo sempre il parere di mia figlia, se la decisione riguarda anche lei.
non vedo motivi per fare diversamente. così come chiedo a mio marito quando viene coinvolto in qualcosa; lei fa parte della famiglia allo stesso modo e ha gli stessi diritti.
per prima cosa ammetto che mi sfugge l'età di tua figlia. I miei sono piccoli e il parere lo chiedo per cose che, almeno il grande, può comprendere e su cui possiamo ragionare insieme.
Sulla seconda parte la penso così anch'io.
E perché l'orario della nanna chi lo decide? Non lo decidono molti genitori, soprattutto quando per abituare i figli a dormire ad una determinata ora li "allenano" addirittura con piccoli (per me troppo lunghi) pianti controllati a distanza di pochi minuti? Salvo poi passarla come un'esigenza connaturata del figlio?marte71 wrote:trovo semmai pretestuoso il paragone con l'orario della nanna.
le "cose giuste" come le chiami tu, sono appunto cose da cui non si può prescindere. le scelte dei genitori sui propri bisogni e passatempi, a cui i figli si dovrebbero eventualmente adeguare, sono altro.
E questo solo perché è più comodo da gestire un orario rispetto ad eventuali esigenze estemporanee dei figli? salvo poi accorgersi di aver sclerotizzato lo scandire della loro vita in tabelle orarie improbabili e spesso incompatibili con normali, ritmi della propria vita familiare?
Io, per esempio, (che non sono assolutamente perfetta!), ho sempre cercato di capire i ritmi pasto-gioco-coccola-nanna per consentire loro, in ogni occasione, il rispetto dei loro ritmi e tempi senza legarli e, certo, neanche legarmi, ad innaturali orari fissi socialmente precostituiti che poi si ripercuotono spesso sulle madri e su inutili sacrifici indotti.
Io non sto condannando questo, ma penso che se partiamo con il rispetto del bambino, se siamo della pedagogia a favore del bambino naturale, a noi tutte viene spontaneo (o spontaneo imporselo) tenere in considerazione la volontà dei figli, e quando possibile coinvolgerli nella decisione.
Se a volte non è opportuno, si decide per loro, per il loro bene: questo è volenti o nolenti il compito principe del nostro ruolo, e cioè decidere all'occorrenza anche per loro.
Senti, guarda, sto aggirando completamente l'esempio portato da te della madre multi marito e multi figli compulsiva che avevi proposto prima, perché sono convinta che l'equilibrio psico-affettivo-mentale, noi che stiamo parlando, lo abbiamo più o meno tutte raggiunto, almeno rispetto a quella lì, e stiamo confrontando solo angoli di visuale diversa della stessa problematica.
Nell'esempio di Teresa, invece, vedo una madre molto simile a quelle scandinave, che portano con sé i figli e non mi sembra che possano essere giudicate meno "buone madri" perché non si comportano da certe mammà italiane medie dai figli bambocci!!!!
