Sheireh wrote:E infatti il senso è proprio questo.
Mi piacerebbe CAPIRE perché c'è tutto questo nervosismo (riassumiamo in questa parola il tutto, anche se non è forse completa), e cosa si può fare, come genitore singolo, come genitore di un gruppo, come società in generale.
Quanto di questo è reale, quanto è indotto dalla propria situazione.
Perché io non lo vivo con autocompiacimento, ma lo vivo con un po' di amarezza, pensando a quante cose (non tutte, chiaramente, ma alcune sì) potremmo - tutti - cambiare e far meglio e quanto certe volte potrebbe bastare vedersi - tutti - dal di fuori e percepirci dall'esterno.
Un po' di motivi sono usciti, alcune "soluzioni" (fattibili o meno) sono trapelate, alcuni spunti forse ci sono.
Se poi qualcuno ci vuole leggere l'essere buono o cattivo genitore, per me può farlo, ma è un'interpretazione personale che si ferma ai casi singoli (che spesso son fatti solo per dare un'idea di quel che si parla, perché sennò si è tacciati di far troppa teoria); invece il discorso è di più "ampio respiro", e parla di società generica, non dicotomica tra buoni/cattivi, perché se la società che sento attorno è tutta incentrata su questi ritmi, su questi modi di fare, mi ci metto dentro pure io alla fine, perché qui ci si deve convivere e l'influsso lo si percepisce e ci cambia, e diventa ancora più difficile impegnarsi a fare le cose in modo "diverso".
Questi sono due esempi di risposta che ho letto con piacere, per dare un'idea:
forse allora tutto sta in visioni/sentire diverso...
io non vedo tanto nervosismo tra i genitori che frequento, e che incontro (anzi) quindi non mi pongo neanche questo problema.
il caso di una mamma che urla una bimba perchè si è sporcata
per me è un caso raro, sinceramente.